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lunedì 29 agosto 2016

Non solo librerie...around the world #5

Diario di bordo di una lettrice zingara

Toc toc c'è nessuno? Vi ricordate di me? Buongiorno Cuor di Lettori e buon lunedì. 
Come tutte le cose belle anche le vacanze hanno un inizio e una fine, quindi tra qualche giorno tornerò al lavoro dopo cinque settimane di goduria assoluta, e il mio angoletto virtuale riapre i battenti dopo quattro, ma le ferie sono sacre, non si toccano e non si discutono.
Una pausa era d'obbligo, tutti abbiamo bisogno di disintossicarci dai doveri, dalle scadenze, per riprendere carichi i mille impegni, e accogliere il cambio di stagione rinvigoriti.
Non potevo non inaugurare la riapertura con una delle rubriche che mi da più soddisfazione scrivere, adoro fermare il tempo tingendolo di ricordi, quindi che diario di bordo sia!
Tour campano ( con sosta breve nel Lazio e in Toscana) 2016
Partenza il 28 luglio ore 20 - Rientro il 15 agosto ore 2
Camper Marlin 56 classe 1997
Equipaggio: 
Francesca, la lettrice zingara; 
Fabrizio, il pilota lettore di Gazzetta dello sport e Focus; 
Antonio, il non-lettore.
Chilometri percorsi: 2200
On the road: 2 giorni circa
Spesa del viaggio: Gasolio 250, autostrada 150, aree sosta e parcheggi 300
Erano diversi anni che sognavo e programmavo questo viaggio, Napoli e la Costiera Amalfitana erano due mete obbligatorie per il mio spirito zingaro.
Costretta per svariati motivi a rimandare sempre, quest'anno tutti i tasselli si sono incastrati perfettamente e dopo giorni di ricerche, studio del territorio, consultazioni telefoniche con gli amici campani, ho stilato un tour, lo ammetto, esagerato, ma il mio entusiasmo e il mio spirito di iniziativa è ben noto e apprezzato da chi mi conosce.
Ovviamente non tutte le tappe sono state toccate, il tempo resta quell'inesorabile tiranno e chi è camperista e viaggia con questo mezzo, sa che gli inconvenienti sono in agguato e che quello che pianifichi spesso va a farsi benedire, dando vita a matasse da sbrogliare, questo sì, ma ciò che posso affermare data la mia esperienza, è che sono sempre, e sottolineo sempre, tornata arricchita, leggera, libera e custodisco ricordi, esperienze condivise, incontri e amici che rendono unica la vacanza in camper. E' uno stile di vita, è un qualcosa che nasce con te, o ce l'hai o no. 
Vi va di ripartire con me? Mattetevi comodi allora!
I° Tappa: Gaeta


I camperisti sono soliti parcheggiare il mezzo nelle aree sosta adibite al turismo itinerante e a raggiungere i luoghi di interesse sfruttando bus, pullman e treno.
Gaeta è una cittadina in provincia di Latina che mi ha disorientata per la disorganizzazione dei trasporti pubblici. 
Una cittadina ridente come questa, con una storia così antica, ricchissima di avvenimenti e curiosità, la zona medievale interessante e perfettamente mantenuta che non da la possibilità ai turisti, soprattutto i camperisti che amano vedere e conoscere, di muoversi facilmente, la trovo una cosa davvero discutibile e inaccettabile.
Le amministrazioni dovrebbero adagiarsi meno sugli allori.
Abbiamo faticato molto per raggiungere la città, ma non ci siamo arresi e chiacchierando con un edicolante abbiamo recuperato il numero di telefono di Mino, tassista per professione e cicerone all'occorrenza, che con soli 20 euro ci ha condotti per la città, suggerito cosa vedere e cosa mangiare, raccontato aneddoti interessanti e riportato a "casa" con un metro di Tiella di Gaeta farcita, una torta salata deliziosa.


La visita alla Montagna Spaccata, una fenditura nella roccia di origine sacra e la Grotta del Turco, che riporta ancora l'impronta del marinaio turco scettico riguardo tale origine, che appoggiò la mano sulla roccia e che secondo la tradizione, si liquefò all'istante come cera lasciando l'impronta nitida delle 5 dita che ancora adesso è possibile vedere, sono d'obbligo per chi sceglie questa cittadina come meta.
Gaeta è meravigliosa, l'acqua è pulitissima e poco salata, le spiagge ampie e ordinate, tante libere quindi gratis, calda, ma la brezza marina non si dimentica mai degli appassionati dell'abbronzatura.

Libro in viaggio: Cinque indagini romane per Rocco Schiavone di Antonio Manzini / Sellerio
Ottimo compagno di viaggio vista la regione, il dialetto e il personaggio, un vicequestore singolare che sono curiosa di conoscere meglio attraverso le altre opere di questo bravissimo autore. Perfetta come lettura on the road.
II°/III° Tappa: Amalfi e Positano

Da aprile a novembre la Costiera Amalfitana chiude il transito ai camper, i trasgressori rischiano fino a 600 euro di multa, le strade sono strette, ma tanto strette e noi siamo stati ben contenti di parcheggiare la nostra "casa mobile" a Salerno e raggiungere Amalfi e Positano con il famoso ed efficiente metrò del mare.
Amalfi e Positano sono due comuni meravigliosi, due perle incastonate nella roccia che si scolpiscono negli occhi.
Vederle avvicinarsi dal mare è qualcosa di unico, potranno passare molti anni, ma le avrò sempre lì davanti bene impresse.
Vicoletti, viuzze, negozietti e punti ristoro, tutto di una raffinatezza che lascia a bocca aperta e tutto piuttosto caro, al di fuori della nostra portata, quindi si guarda e basta, ma credetemi vale la pena anche solo camminarci in questi due angoli di mondo, che nel mondo sono apprezzati e famosi, due luoghi che non conoscono confini, le etnie si mescolano in un tripudio di colori e dialetti, e sono nostri, italiani.
Amalfi è famosa per i limoni, deliziosi, grandissimi e dolci, ci siamo concessi tre sorbetti alla crema di limone con frutta del costo di 8 euro l'uno...carissimi ma un'esplosione di sapore che vale il suo prezzo.
A Positano abbiamo scovato una caletta, raggiungibile scendendo una lunghissima scalinata: un tuffo prima del ritorno a Salerno.  Assolutamente da vedere almeno una volta nella vita.
Libro in viaggio: Tina di Alessio Torino / Minimum Fax
Una lettura alternativa che mi è stata consigliata dalla mia Libraia Volante Shanty, una storia malinconica, ambientata sull'isola di Pantelleria, dove le rocce, i colori e i buoni sapori non mancano, racchiusa in un piccolo libro, leggero da tenere in borsa, in perfetto pendant con la mia gita in Costiera.
IV° Tappa: Pompei

Tappa obbligatoria se si ha un figlio adolescente che ama la storia, ma Pompei sorprende anche chi ormai la storia non la studia più.
Ingresso agli scavi: i minorenni che presentano un documento di identità non pagano, gli adulti intorno ai 15 euro, per la guida che noi abbiamo volutamente evitato, altri 15 euro a testa per un'ora, 20 euro di parcheggio e pranzo al punto ristoro interno, altri 25 euro per pizzetta e coca. 
Io consiglio pranzo al sacco, meno caro e niente code interminabili!
Il giro completo che comprende tutte le rovine compresa la visita in pullman al Vesuvio dura 3 giorni e costa 280 euro, noi ci siamo accontentati degli scavi, che sono buona parte della bellezza, sono un viaggio nel tempo meraviglioso, certo con una guida esperta tutto acquista più valore, ma basta documentarsi bene prima della visita in modo da godersi le rovine con un pò di informazione e anche di libertà. 
Ad agosto il caldo è estenuante e la terra polverosa ricopre la maggior parte del suolo, quindi cappello e scarpe da ginnastica sono vivamente consigliate.
Vedendo con i propri occhi le rovine ci si rende conto della potenza del fenomeno, gli scavi continuano e la terra ogni giorno lascia affiorare nuovi reperti.
E' incredibile pensare alla distruzione che il Vesuvio ha causato con l'eruzione del 79 dc e ancora più incredibile è immaginare tutte le case che sorgono ancora oggi ai suoi piedi. 
Dormi Vesuvio, dormi.
Abbiamo rinunciato ad un giorno di mare per condividere questa esperienza con nostro figlio, che estasiato si aggirava per gli scavi scattando fotografie, leggendo le didascalie, raccontandoci il suo punto di vista e osservando questo mondo antico a bocca aperta.
Una bellissima esperienza da fare in gruppo e in famiglia.
V°Tappa: Bacoli

A Bacoli (prov di Napoli) ho riabbracciato un caro amico, Alberto, che non vedevo da più di dieci anni e il mio cuore è rimasto lì, in quella casetta  dove vive con la sua bimba di sette anni, Alice.
Ha aperto a noi le porte della sua casa, ha condiviso il suo universo, le sue tante esperienze ricoprono completamente le pareti, istantanee di vita che regalano un pezzettino di sè a chi le guarda.
Musica, duetti stonati solo nostri, risate, gite in canoa e in barca, bevute e mangiar bene, abbiamo passato momenti bellissimi con Alberto e la sua famiglia, e scoperto un luogo affascinante, ho trovato la mia giusta dimensione, dove anche d'inverno la temperatura è ragionevole e si può vvìivere il mare...peccato si trovi a quasi 900 km da qui...che faccio cambio casa? Ammetto che il pensiero mi alletta parecchio.
Bacoli è un comune vivo, 35000 abitanti, non ci si annoia e noi siamo capitati in un bellissimo periodo, quello dedicato alla patrona, Sant'Anna, che con quattro giorni di festeggiamenti, fuochi d'artificio stupefacenti e una processione che raduna migliaia di persone, ha saputo sorprendere e commuovere anche noi che la fede, per ovvie ragioni, l'abbiamo ormai perduta.
Il centro è una lunga via di negozietti di ogni genere, ( e che prezzi, bassissimi!), si erge intorno ad un lago dal basso fondale, il Miseno, con una pedonale di 3 km perfetta per una camminatrice come me, e a pochi passi, il mare.
Il risveglio a Bacoli è magico: il lago in faccia e il profumo di salsedine nelle narici, e prima di cena il tramonto da sogno con il sole che si tuffa lento nel mare. Capri, Ischia e Procida si vedono nitide dalla spiaggia. 
Bacoli e dintorni offrono un soggiorno storico/culturale ricco e interessante, arricchito da panorami e vedute mozzafiato, ho passato intere giornate a immortalare ogni scorcio, ogni angolo, per poterlo chiudere in valigia e cristallizzare i ricordi, un antidoto contro la nostalgia.
Ecco cosa abbiamo visitato:
1-La Piscina Mirabilis, anticamente era la cisterna romana per l'acqua potabile

2-Castello Aragonese di Baia a picco sul mare con la sua spiaggia raggiungibile solo via mare

3-Casina Vanvitelliana, quella della fatina di Pinocchio

4-Acropoli Cumana, Grotta della Sibilla, Parco di Cuma, un oasi di pace e un  luogo perfetto per un lettore.





5-La Solfatara di Pozzuoli 
E' uno dei quaranta vulcani che costituiscono i Campi Flegrei. E’ un antico cratere vulcanico ancora attivo ma in stato quiescente che da circa due millenni conserva un'attività di fumarole d'anidride solforosa, getti di fango bollente ed elevata temperatura del suolo.



Il Lago Averno
E' un lago vulcanico,  il suo nome deriva dal greco, senza uccelli. La legenda narra che tale assenza fosse dovuta al fatto che le acque del lago esalassero dei particolari gas che non permettessero la vita agli uccelli. Secondo la religione greca e poi romana, era un accesso all'Oltretomba, quindi un lago senza fondo.
6-La tomba di Agrippina, la presunta madre di Nerone

7-Ischia e Procida in barca
Un' esperienza che mi mancava la gita in barca, ero un pò intimorita, il mare per quanto io lo ami, provoca in me sensazioni contraddittorie, con la sua immensità mi riempie e mi spaventa e in più il dondolio delle onde mi provoca capogiri...ma chi mi ferma???
La giornata era di sole pieno, il vento non del tutto favorevole, ma il nostro marinaio d'eccezione ha dato l'ok alzando il pollice verso l'alto, quindi il mio carattere istintivo mi ha spinta a buttarmi senza remore in questa avventura che si è rivelata...FANTASTICAAA.
Sfrecciare in mezzo al mare, il vento in faccia, le onde a prua, i salti e lo stomaco che si svuota all'improvviso, gli spruzzi freddi...ho riso tanto e ho apprezzato ancor di più la vita.
Ischia l'abbiamo osservata dal mare e dopo un tuffo ci siamo diretti a Procida per mangiare un panino al volo, anche se la bellezza dell'isola mi aveva riempito non solo gli occhi e il cuore, ma anche lo stomaco.


8-In canoa
Io sono una persona piuttosto ansiosa e quando devo affrontare qualcosa di nuovo mi faccio prendere dal panico senza ritegno, difficilmente mi controllo, quindi immaginate il pomeriggio in cui Alberto ha proposto il giro in canoa: tanto entusiasmo con accelerazione dei battiti a mille. 
Coordinarsi con il mio compagno non è stato facile e ho avuto la conferma che sarei un pessimo "marinaio", non c'è nulla che si scosta di più da me della navigazione. 
Però è stato divertente, anche chi era con me ha riso parecchio, ero davvero buffa, ma per un tramonto in mezzo al mare farei di tutto, anche farmi prendere in giro!

Libro in viaggio: Nessuno scompare davvero di Catherine Lacey / Big Sur
Un libro perfetto per il mio soggiorno a Bacoli, fatto di tanto peregrinare zaino in spalla, panini imbottiti e tanta strada a piedi. Peccato, perchè da questo libro mi aspettavo di più, speravo che la Nuova Zelanda fosse la vera protagonista, non è stato così.

VI Tappa: Napoli

Le leggende metropolitane che marchiano Napoli sono tante, diciamo che sicuramente c'è un fondo di verità come in tutte le cose, ma bisogna ammettere che c'è sempre qualcuno pronto ad approfittare delle situazioni. 
Napoli è stata una piacevole scoperta, mi ha accolta con tutto il suo carattere, con le braccia aperte di una mamma dal cuore grande e io mi ci sono buttata dentro strofinando il nasino sul suo grande petto. Mi sono sentita accolta e serena.
Napoli è folclore, è colore, Napoli è calore, è un vociare di persone, un mix di rumori, sono le attività commerciali che si riversano sulla strada, è un'artista che suona l'arpa, i fili dei panni stesi tirati da un palazzo all'altro, i quartieri "proibiti", Piazza Plebiscito e Piazza Dante, le tante librerie a cui ho rinunciato, (la prossima volta non mi scappano), la via dei presepi, i profumi, il panino napoletano e l'acquolina in bocca e la certezza di meritare tutto.
Napoli è il lungo mare e gli alberghi di lusso, è lo stupore, è la pulizia, è niente rifiuti, è il controllore sulla Cumana, è la vigilanza che intimorisce i venditori abusivi, è Maradona. 
Vedi Napoli e poi muori, dicono.
Napoli sono le spalle di un amico che ci guida, sono i miei occhi umidi di felicità.




VII Tappa: Sorrento
Sorrento è grande e io sinceramente non me l'aspettavo, è una cittadina molto elegante, bellissima, curata e pulitissima nonostante la quantità di gente che mi ha scioccata, oltre ad avermi impedito, insieme al poco tempo, di godermi a pieno il posto.
Ho scelto il periodo peggiore per visitarla, ma la tappa é d'obbligo quando hai un'amica che ti aspetta.
Dopo tanti messaggi e chiacchierate telefoniche, librose e non, il volto della mia bellissima amica e collega blogger Rosa del blog L'Incanto dei libri, che per lungo tempo è stato solo una sfumatura nella mia mente, è diventato realtà, così come la sua voce e il suo sguardo. E volete sapere qual'è la cosa più bella? Che ho incontrato proprio la persona che mi aspettavo, forte la sensazione di conoscerla da sempre: riservata, disponibile, delicata e un pò ansiosa, proprio come me.
Che bello chiacchierare di libri, dei nostri blog e di noi a quattrocchi, è impagabile.
Grazie anche a tutta la sua bella famiglia per l'ospitalità dimostrata e il pranzetto della suocera Margherita. Sorrento, Rosa, aspettatemi, tornerò!
Libro in viaggio:  Mi chiamo Lucy Barton di Elizabeth Strout / Einaudi
Una lettura poco adatta all'estate, molto toccante in alcuni punti, quanto diretta e decisa in altri.
La serenità che il viaggio mi ha dato è stata ideale per cominciare a conoscere questa autrice non così immediata. Riscontro positivo.

VIII e Ultima Tappa: Donoratico
Donoratico è stata una tappa intermedia per "spezzare il viaggio" come si suol dire, un paio di giorni di relax fuori dal mondo per riprendere la routine. Sono stati due giorni di mare, di vasche idromassaggio, di silenzio, di natura e lettura, l'ideale per rendere più sopportabile la malinconia del rientro, tra l'altro un punto strategico per raggiungere svariate località toscane di interesse.
Decisamente una tappa da tenere in considerazione, quando realizzerò il sogno di cambiare il mio camper con un furgone camperizzato per due, scattante e comodo per muoversi.
Libro in viaggio: Cani selvaggi di Helen Humphreys / Playground
Un piccolo libro che è una perla preziosa, uno di quei volumi che un lettore vero sottolinea senza freni, una storia dai toni attuali e selvaggi. La lettura migliore del viaggio. Grazie alla Libraia Volante Shanty.

Ed eccomi a casa pronta ad affrontare un nuovo inverno, custodendo quelle schegge di cristallo che sono i ricordi di un'esperienza indimenticabile, di incontri propizi e di amici ritrovati. Ma ciò che porterò con me per sempre è il cuore del sud, una rarità in mezzo a tanta cattiveria, l'umiltà della gente e la semplicità con cui sono pronti a donare, il loro sorriso sincero, e quella sensazione del sentirsi a casa, che disorienta e avvolge.





































                   





                       




lunedì 27 giugno 2016

Non solo librerie...around the world #4

Diario di bordo di una lettrice zingara

Buona sera lettori, la lettrice dal Cuore Zingaro è tornata! Come state tutto ok?
Per quello che riguarda le mie stanche membra, la settimana di vacanza appena trascorsa è stata un toccasana. 
Eh si sono stata al mare, ma chi mi segue, tra blog e pagina facebook, lo sa senza bisogno di appiccicare cartelli pubblicitari in tutta la penisola (ahaha)! 
A dire il vero da brava blogger ligia al dovere avevo con me tutto il necessario per lavorare al blog: portatile, codici e chiavetta per la connessione, ma quando sono partita, non sapevo cosa avrei trovato raggiunta la meta...qualcosa di meraviglioso che toglie il respiro, che blocca le articolazioni e l'unico input che il cervello manda al resto del corpo è: godi di questo splendore e imprimilo dentro di te.
E io non ho potuto fare altro che perdermi e commuovermi per tanta bellezza.
Isola D'Elba 2016

Finalmente l'estate è alle porte e la prima tranche di ferie per noi #camperistipersempre è arrivata. Dopo una settimana intensa di preparativi per rimettere in sesto la casa a quattro ruote e cercare di controllare l'euforia, (tentativo vano), venerdì 17 giugno alle 20, partiamo con destinazione Piombino Porto.
Percorriamo i 486 km che ci separano dalla nostra meta cantando, sorseggiando caffè freddo, leggendo (io) e pianificando il soggiorno sull'isola.
E' l'una quando raggiungiamo il porto, accostiamo in una viuzza e ci buttiamo tra le braccia di Morfeo.
Sono le 8, il gallo canta, (la sveglia del mio cellulare), scattiamo in piedi, entriamo al porto e una bella colazione con vista sul mare è d'obbligo.
Dopo un'ora di attesa in coda, la nostra nave attracca e possiamo finalmente imbarcarci.
Siamo emozionatissimi, è la nostra prima traversata, tutto è magico, il vento fresco, il profumo del mare, l'entusiasmo e lo stupore della gente, la lettura sul pontile.

            

Alle undici raggiungiamo il porto di Rio Marina e scendendo dalla nave il paesaggio che ci accoglie è mozzafiato, e non potendoci fermare, ci ripromettiamo di visitare il paesino sul mare al ritorno. Ecco un piccolo assaggio.

Percorriamo una trentina di chilometri e raggiungiamo l'area sosta Ferrato a Capoliveri, il nostro "domicilio" per i prossimi sette giorni.
Non potevamo scegliere luogo più adatto per rilassarci: il monte Calamita e una grande pineta a terrazzamenti arroccata sulla roccia costiera, il profumo dei pini è inebriante, ombreggiata e fresca, quasi vuota visto il periodo e basta puntare lo sguardo verso il basso per notare le baie, le insenature e il dondolio del mare provocato dalle barche che sopraggiungono per sostare a qualche metro dalla riva.
La nostra vacanza può cominciare!
                             
Capoliveri è un paesino di circa 3000 abitanti, grazioso, ordinato, pulito, con i suoi negozietti, ristorantini, bancarelle, l'atmosfera marittima che impregna l'aria ci rende euforici.
Le spiagge sono sottili lembi di costa, in prevalenza di ghiaia scura: Ferrato, Straccoligno e Cala Nova sono quelle che possiamo raggiungere a piedi attraverso sentieri e scalini ricavati tra la vegetazione che scendono verso la costa. Il vento è una costante sull'isola, è piacevole, e mi ha permesso anche nelle ore più calde della giornata di leggere rilassata in spiaggia. E poi il mare...cristallino, freddissimo, tanto pulito che lavare via il sale è quasi un peccato.

Io sono una camminatrice, ormai dovreste saperlo, e le scarpe da trekking mi sono tornate utili.
Il Monte Calamita ospita un sentiero panoramico, detto anche L'Anello di Calamita, di circa 15 chilometri che io e mio figlio Antonio abbiamo percorso in tre ore e mezza.
Da questo sentiero polveroso è possibile godere di vedute dall'alto per le quali non avrò mai parole che rendono giustizia, lascio parlare le fotografie scattate dal mio giro panoramico, che mi ha procurato si due grosse vesciche, ma l'appagamento supera di gran lunga la fatica, il caldo e il mal di piedi.
Percorrendo il sentiero, oltre la vista sullo strapiombo, si incontra il cosiddetto "Villaggio", una piantagione di viti, un maneggio, un piccolo b&b e le miniere di Calamita, ormai inattive, patrimonio turistico, una visita che non potevamo risparmiarci.
 



Capo Bianco è una spiaggia di circa 150 metri, di ghiaia bianchissima che conferisce al mare il classico colore verde acqua, è stretta e lunga ed è caratterizzata alle spalle da una ripida roccia di porfido bianco. Qui il sole tramonta nel mare, per la sua esposizione a nord-ovest.
Il bianco intenso riflette nell'acqua e con i raggi solari ci regala un gioco di luci quasi accecante.




                 
La spiaggia di Capo Bianco è situata a un chilometro e mezzo da Portoferraio, quasi deserto (che pace!), il grande porto, la residenza di Napoleone, gli yacht enormi e un ristorantino modesto, dove abbiamo assaggiato la tipica schiacciata toscana e una zuppa di polipo e patate tanto buona da meritare la scarpetta.
             

        

La visita guidata alle Miniere di Calamita è imperdibile, interessante il "viaggio" all'interno della grotta. Muniti di elmetti e torce abbiamo compiuto un salto a ritroso nel tempo di circa 30/40 anni, rivivendo la giornata lavorativa dei minatori, impiegata per estrarre la magnetite.
Dieci chilometri  a piedi per raggiungere la miniera ed affrontare un turno di otto ore di lavoro estenuante, al buio quasi totale, completamente fradici, perforando la roccia a suon di martello pneumatico, facendo esplodere dinamite senza alcun dispositivo di protezione se non l'elmetto, spostando i grossi detriti a mano, per una paga a dir poco misera.
Tanti gli aneddoti che Carlotta, la nostra guida, ha raccontato, lasciandoci poi a riflettere su come per noi la vita sia decisamente più "facile". La miniera dopo la chiusura è diventata un patrimonio turistico, con annesso museo: divise, strumenti da lavoro, infermeria e schedari dove sono archiviati tutti gli infortuni. Cliccando qui  potrete leggere tutta la storia delle Miniere di Calamita.

  
Porto Azzurro è elegante e raffinato, vivo nelle ore serali, pieno di luci, con una grande piazza e tante viuzze di negozi e bancarelle, dove il profumo del pesce fresco appena cucinato ci ha tentati e come resistergli? Ci siamo concessi il lusso di una cenetta sul mare oltre che qualche scatto ricordo e dopo un pò di shopping: segnalibri artigianali, cappelli, magliette e il famoso profumo prodotto negli esclusivi laboratori dell'isola, L'Acqua dell'Elba.
                        


Gli ultimi due giorni li abbiamo passati in spiaggia, dolce far niente che già rimpiango, leggere e sonnecchiare alternando risate di gusto a lunghi silenzi. 
Credevo di riuscire a leggere di più, solo due libri, ma non immaginavo di passare momenti così intensi con la mia famiglia, quindi direi che è un buon compromesso.
I libri che ho letto sono Una dolce carezza di William Boyd edito da Neri Pozza e Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso edito da Garzanti, presto le recensioni sul blog.
Due generi molto diversi tra loro, ma che mi sono piaciuti un sacco, ho decisamente azzeccato letture e sono molto soddisfatta di ciò che mi hanno lasciato.
                                   

Sabato 25 giugno 2016...la nave salpa alle 11:30...la vacanza è finita, ma abbiamo ancora una cosa in sospeso, un giretto a Rio Marina.
Rio Marina con i suoi 1800 abitanti, il museo minerario nel Palazzo del Burò, sede storica della direzione delle miniere dell'Elba, si rivela un delizioso paese sul mare, un sali e scendi di vie, la Torre dell'Orologio che spicca su di una grande terrazza che da una parte si affaccia sulla spiaggia e dall'altra sul piccolo porto, tanto tanto sole, una pizza al trancio fenomenale e il miglior caffè shakerato che io abbia mai bevuto. Quale modo migliore per concludere una vacanza perfetta?

L'isola d'Elba è un luogo che merita di essere visto almeno una volta nella vita. 
E' romantica e selvaggia, aspra e zuccherosa insieme, quando la lasci, sai già che tornerai, presto o tardi, perchè non puoi più farne a meno di tutta quella pienezza, di quella cordialità, dell'accento toscano che è una carezza sul viso, della quiete che permea l'aria, del sole che brucia se il vento smette di soffiare, dell'unicità dei colori, dei profumi, dei rumori. Mi manca già terribilmente, qui tra le Alpi mi sento stretta, io che ci vivo per scelta, ma che amo e desidero il mare.
Come farò? Aspetterò, e il momento in cui potrò nuovamente guardare giù da quegli strapiombi arriverà e sarà la conferma che tutta quell'attesa, ne è valsa la pena.

Cari lettori, è sempre bello condividere con voi le mie esperienze di vita, che non siano solo recensioni o consigli di lettura.
Quello che ho postato è un resoconto e un consiglio di viaggio, perchè la vita è anche questo, uscire dal guscio, sollevare lo sguardo e accorgersi che c'è un mondo pronto ad accoglierci.
Francesca, Fabrizio e Antonio, aspettano i vostri pensieri e vi danno appuntamento al prossimo viaggio.