venerdì 12 giugno 2015

Le mie recensioni #2 "Io, te e la vita degli altri" di Vincent Maston

Recensione "Io, te e la vita degli altri" di Vincent Maston - Salani
 
 
 
                                   Scheda del libro:
 Titolo: Io, te e la vita degli altri
 Autore: Vincent Maston
 Editore: Salani
 Pagine: 240
 Prezzo: 13,90
Data di pubblicazione: 11 novembre 2014
 
Trama
Germain vive a Parigi ma ce le ha tutte: è timido, è appassionato di strani gruppi musicali, è balbuziente, si è persino innamorato della sua logopedista Clotilde e vive in un mondo tutto suo. C'è un solo posto dove trova pace: il metrò. Meglio delle sedute, il sottosuolo si trasforma per lui in una vera terapia. Lì si sente protetto in mezzo alla folla. Si diverte a indovinare le vite degli altri e a prendersi piccole rivincite dalle ingiustizie della vita, come un vero supereroe, spingendo e pestando i piedi. Un giorno però è lui a essere spinto da una ragazza; si chiama Claire e fa parte di una banda che fa esattamente quello che fa lui. Germain decide di unirsi a loro e improvvisamente smette di balbettare. Questo è solo l'inizio di un'imprevedibile nuova vita.
 

                                                                 Il pensiero di Cuore

Buongiorno lettori, finalmente venerdì, e finalmente recensione!
Il romanzo d'esordio del francese Vincent Maston si è mascherato davvero bene dietro ad un titolo tenero che conquisterebbe qualsiasi romantico e ad una cover appassionata e farfallosa (spesso Cuore Zingaro acquista senza leggere la sinossi).
Non pensiate che sia delusa del mio acquisto però! Devo dire che questo romanzo è stata una piacevole scoperta anche se diversa da ciò che mi aspettavo.
La Parigi dei giorni nostri fa da sfondo ad una storia particolare, dolce-amara, che l'autore descrive senza tanti fronzoli e in modo conciso dà voce a Germain, il protagonista di questa inconsueta vicenda.
Germain ha trent'anni, lavora come cassiere in un negozio di high-tech, la musica, i concerti sono la sua passione, ed è innamoratissimo di Clotilde.
E fin qui, vi domanderete cosa c'è di inconsueto?
C'è che Germain è un "diverso" e questo a causa di una balbuzie che lo accompagna da sempre, condiziona completamente la sua vita, rendendolo insicuro e costringendolo a porsi tanti limiti.
Germain balbetta sempre, anche solo in un "C-cciao" e per esprimere un breve concetto gli servono parecchi minuti, costringendo i suoi interlocutori a lunghe e impazienti attese.
Spesso viene deriso e preso in giro, è confinato alla cassa del negozio in cui lavora nonostante la sua esperienza, con accanto un cartello che lo indica come persona muta.
Clotilde è solo la sua logopedista, per la quale ha perso la testa, desidera invitarla ad uscire, ma la sua balbuzie gli impedisce di dichiararsi anche dopo anni di sedute.
C'è un solo luogo dove il disagiato Germain si sente davvero a suo agio, dove può sfogare le sue frustrazioni e le ingiustizie della vita: il metrò, dove si incontrano persone buone ed altre meno.
Il nostro protagonista è una sorta di giustiziere, che spintona, pesta i piedi e fa lo sgambetto a quei passeggeri che mantengono comportamenti scorretti nei confronti di persone indifese, trovando così la chiave per accettarsi, per sentirsi utile e migliore.
Come spesso accade purtroppo, gesti scorretti possono diventare incontrollabili e portano guai seri, proprio come accadrà a Germain dopo essersi legato ad un crudele gruppetto che lo costringerà a mentire e a compiere azioni irreparabili.
Sarà il padre di Germain a svelarci la morale di questa favola moderna e ad aprire gli occhi al figlio, condividendo con lui una visione molto personale per contrastare la malvagità della gente senza commettere bassezze.
Lo stile non mi ha particolarmente colpita, ma quello di Maston è un bell'esordio, che racchiude un insegnamento intelligente per affrontare serenamente il mondo di menefreghisti e insensibili che ci circonda, raccontando la "diversità" dal punto di vista di chi la subisce.
Vi consiglio questa lettura nell'attesa del prossimo lavoro di Vincent Maston, sperando sappia nuovamente sorprendermi.

                                                       Cuore appagato

Appunti nel cuore: il bello di aprire un libro e non sapere cosa ti aspetta...piacevole sorpresa!

Nota negativa: quest'autore non lo si può di certo definire prolisso, lo stile troppo conciso rende il racconto poco profondo, qualche descrizione più particolareggiata mi avrebbe aiutata a legare di più con il personaggio e a capire meglio la sua condizione.

Dillo con un fiore: nel linguaggio dei fiori l' Erica significa Solitudine, che trovo si adatti perfettamente al tema di questo romanzo, la diversità che rende soli nell'anima e nell'affrontare il disagio della propria condizione.



                                                             









 
 


6 commenti:

  1. di questo libro mi aveva colpito, a pelle, la cover! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ingannevole direi, ma un buon risultato comunque!

      Elimina
  2. Complimenti per la recensione! Ho visto spesso questo libro e la cover piace tanto anche a me :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille cara un complimento riempie il cuore.

      Elimina
  3. Ciao Cuore! Non so se comprerei questo libro, nonostante la recensione mi abbia incuriosita. Il linguaggio dei fiori è un'idea molto originale!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao! Ti aspettavo Salvia....la cover bellissima mi ha ingannata, per fortuna non è stata una lettura deludente :-)

      Elimina