domenica 6 novembre 2016
Blogger Report #7 *Gli effetti speciali della Libreria Volante*
lunedì 4 luglio 2016
Blogger Report #6 Presentazione di "Scrivere è un mestiere pericoloso"
La "star" è l'esilarante Alice Basso che ha accettato l'invito della Libreria Volante di Lecco e ci ha raggiunti giovedì 30 giugno alle 21. Mese chiuso nel migliore dei modi.
Lecco è una ridente cittadina affacciata sul lago di Como, il centro con le sue vie e le sue piazze è raffinato e sempre vivo ad ogni ora.
E' una libreria diversa dalle altre, è originale, fichissima e qui i libri volano davvero! Per non parlare di chi la gestisce, Shanty, la "consigliera" frik che impregna l'aria con il suo amore per i libri e una coppia, presente solo il neo papà che ci ha fatti sbellicare dalle risate raccontando della nascita della sua bimba...Irma...non ci potevo credere, ma è una pura coincidenza. Per chi non avesse ancora letto il secondo volume che raccoglie gli sproloqui sagaci e un pò acidi di Vani, Irma fa parte del cast, è l'adorabile cuoca, e cliccando qui se ve la siete persa trovate la mia recensione al riguardo.
Alice è puntualissima e arriva accompagnata da Elena, la cartomante "vestita da cocomero" ( qui ho riso di gusto), divoratrice di libri, con un adorazione per Vani e una nonna di novantaquattro anni che ricorda trame lette una vita fa e che ovviamente sa bene chi è la Dott. Sarca; Elena ha appunto il compito di presentare autrice e libro.
E Silvana Sarca? Esiste davvero, ed è una cara amica di Alice, anima dark da giovanissima, oggi mamma di Morgana e Ivano, i piccoli amici di Vani. Quanto la vorrei incontrare questa famiglia, diciamo che mi accontento di ritrovarli nel terzo romanzo che Alice ovviamente ha già consegnato a chi di dovere. Con un sospiro di sollievo e un urletto entusiata, ci conferma che il libro è stato approvato e a maggio del 2017 uscirà per Garzanti. (Mia standig ovation mentale).martedì 5 aprile 2016
Blogger report #5 Presentazione "Cercami nel vento" di Silvia Montemurro / Sperling & Kupfer

Sabato 2 aprile '16, il giorno dopo il mio trentasettesimo compleanno.
Come sempre trovo Massimo ad accogliermi, il mio angelo dal profumo di carta e inchiostro, che smania per consigliarmi qualche nuovo titolo e dopo aver incartato quello che sarebbe diventato il suo regalo di compleanno per la sua lettrice del cuore, mi invita in libreria nel pomeriggio, per partecipare alla presentazione di "Cercami nel vento" di Silvia Montemurro. Potevo rifiutare???
Teo viene dal mare e a Silvia ricorda tanto un ragazzo di cui si era invaghita. Lui cataloga le persone con il suo Occhio di Santa Lucia, la "piccola porta" di casa di un mollusco chiamato Astrea rugosa, che secondo la tradizione sarda rappresenta un amuleto contro il malocchio.
Ho incrociato lo sguardo di Silvia e l'ho visto brillare, vivo, pieno; ho ascoltato la sua voce di vibrazioni positive, di belle parole, semplici, vere e coinvolgenti; le ho teso la mano e il piccolo Occhio di Santa Lucia, un dono inaspettato decorato da lei, mi ha solleticato il palmo; ho stretto la sua piccola mano fresca, quella che sicura ha battuto sulla tastiera del computer una storia che ho imparato ad amare ancora prima di leggere e che presto farò mia. domenica 13 dicembre 2015
Blogger Report #4 "Presentazione in anteprima"
Titolo: Marte contro Venere – Storie
vere e altre complicazioni dall’Universo Rosi / Autore: Rosalba
CortiPoi ci sono loro, gli uomini. Giulio, che apre gli occhi su quel letto; Gabriel, che le ama entrambe; Giorgio, che si dà un tanto al kilo; e Lucio, Cesare, il papà di Giulia (il papà e basta), James, Max, Paolo, Clark Kent.
Ognuno guarda la realtà secondo la propria visuale. La donna con l’occhio destro, l’uomo con l’occhio sinistro, o viceversa. Poco importa, quando si parla d’amore bisogna usare tutti e due gli occhi, perché una risposta universale non c’è. Perché di fronte a una serratura, ciò che interessa è solo riuscire a trovare la chiave che la apre.
martedì 22 settembre 2015
Blogger Report #3 Intervista e Considerazioni
Buona sera lettori, come ve la passate? Io ho fatto il mio dovere anche oggi, ma prima di ritirarmi nelle mie stanze con un buon libro, vorrei presentarvi un’autrice che stimo molto: Antonella Iuliano.
Se non la conoscete siete capitati nel posto giusto, perchè vi svelo un piccolo segreto, tra qualche giorno ci sarà un evento promozionale legato al suo primo romanzo, Come petali sulla neve, che io ho avuto il piacere di leggere un pò di tempo fa e che ho molto apprezzato, ma nell’attesa vorrei condividere con voi il mio pensiero, su Antonella e il suo lavoro.
Titolo: Come petali sulla neve - Autore: Antonella Iuliano - Editore: Genesis Publishing
Data di Pubblicazione: 10 giugno 2015 - Pagine: 200 - Prezzo 3.99 €
Sinossi: “Come petali sulla neve
recisi dallo stesso fiore,
sospinti da un impetuoso vento
in remoti luoghi,
ad appassir lontani.”
Il giorno in cui scrive questi versi, Philip Shannon sente di aver perso le poche certezze racimolate nella sua vita apolide. È seduto dietro una finestra con il cuore affranto e lo sguardo fisso sull’ultima neve di marzo.
La sua storia è iniziata soltanto pochi mesi prima, dietro un altro vetro, freddo e umido, a migliaia di chilometri di distanza. Una pioggia insistente, quel giorno, sferzava le strade dove raramente si era avventurato nei suoi lunghi anni trascorsi all’Istituto per orfanelli S. Vincent, in Irlanda del Nord.
La sua esistenza è una landa desolata dove la neve si è posata così a lungo e il freddo è tale da cristallizzare il passato, come nella fotografia che ha accidentalmente ritrovato nell’archivio dell’Istituto: l’immagine di due bambini troppo simili, e la certezza che uno dei due sia proprio lui, è tutto ciò che ha. Oltre il vetro e la pioggia, esiste qualcuno che è parte della famiglia che non ha mai avuto; qualcuno con il suo stesso aspetto; qualcuno a cui lui appartiene e che gli appartiene.
Un viaggio a ritroso, tra molte ombre e pochissime luci, sembra destinato a concludersi in un vicolo cieco, ma la sensazione che qualcuno abbia voluto chiudere a doppia mandata ogni uscio che si affacci sulla verità è più forte.
Adesso Philip è in Inghilterra, dove l’hanno condotto i pochi indizi in suo possesso; ha nuovi amici ma anche più grandi amarezze, perché nulla è andato come si augurava.
Una resa può essere la migliore delle soluzioni se si tenta di scalare un muro inespugnabile di menzogne e si è costretti a farlo a mani nude, questo Philip lo sa bene il giorno in cui paragona la propria vita e quella del suo gemello ai petali di un fiore disfatto dall’impeto di una tormenta avvenuta oltre vent’anni prima e destinati forse a perdersi per sempre.
Un amore malato e un nuovo inverno, porteranno le risposte.
Il mio pensiero sul libro
Philip è il protagonista di questa favola moderna, che all’età di 23 anni, dopo essere rimasto orfano ed essere cresciuto in un orfanotrofio, scopre di avere un fratello gemello.
I destini scritti per Philip e Leo sono differenti: Il primo è cresciuto in solitudine e senza affetti, mentre il secondo ha avuto una vita agiata e viziata.
La sconcertante consapevolezza dell’esistenza del gemello, costringe Philip ad intraprendere un lungo viaggio alla ricerca della verità riguardante la sua famiglia, e del motivo che ha costretto i genitori adottivi a separarli.
L’autrice ci conduce alla verità, narrando del coraggio di un ragazzo che si affaccia ad una nuova vita, trovando ad accoglierlo amicizia e affetto, ma lascia che sia proprio lui a raccontarci la sua storia, in prima persona: Philip instaura un rapporto colloquiale con il lettore facendolo sentire parte integrante del romanzo.
Lo stile semplice di Antonella, e l’accurata scelta delle parole, rende scorrevole e piacevole la lettura, mai noiosa, conquista pagina dopo pagina, obbligando il lettore a proseguire fino ad un finale inaspettatamente ricco.
Detto questo, non posso che consigliarvi questa piacevole lettura, dove i sentimenti hanno lo spazio che meritano e danno voce a questa autrice ambiziosa che insegue un sogno, quello di scrivere e di deliziare con le sue parole noi lettori che proprio di quelle viviamo.
Antonella ha rilasciato una bella intervista per noi, basteranno poche parole alla sua anima delicata per delinearsi ai vostri occhi e se volete conoscerla meglio potrete trovarla qui e qui.
Intervista
1- Quando e dove hai cominciato a scrivere, e da cosa hai cominciato? Quando hai scritto il tuo primo libro?
Ciao Cuore, innanzitutto grazie per l’ospitalità. Il mio rapporto con la scrittura si è palesato in maniera più evidente soltanto negli ultimi anni, quando sgravata da ogni altro impegno, in un periodo di stasi della mia vita, ho capito che era giunto il momento di provare a comporre qualcosa di mio da proporre a un pubblico di lettori. Precisamente nel settembre del 2011 ho iniziato a scrivere davvero e senza indugi il mio primo romanzo, “Come petali sulla neve”, ma in realtà inseguivo questa storia da oltre un decennio. Un periodo piuttosto lungo in cui il romanzo ha preso forma nella mia testa e in alcuni fogli scritti a penna; si trattava di tentativi che abortivo dopo pochi capitoli. Riuscire a farne un vero romanzo, in quegli anni, aveva per me il valore di un sogno nel cassetto. Scrivevo lunghe lettere, diari o raccolte di pensieri. Sono stata un’allieva che a scuola amava più di tutto i temi e disegnare. Da bambina ero solita esprimermi con il disegno, arte che poi ho abbandonato da adolescente quando ho cominciato a leggere romanzi e a desiderare di scriverne uno. I fogli bianchi per me hanno sempre avuto un grande fascino. Il dove si riduce alla mia scrivania, circondata dai miei libri.
2- Quali sono state le persone che hanno creduto in te?
Sono sempre stata molto riservata in merito e nemmeno in famiglia sapevano di questa mia ambizione. A parte qualche amica con cui posso averne parlato, e che mi ha incoraggiato a provarci e ancora mi sostiene, questa dei romanzi è una faccenda prettamente mia, e in fondo mi sta bene, io incarno perfettamente lo stereotipo dello scrittore solitario. Ovviamente sono grata all’Editore che leggendo la mia storia ha deciso di darmi un’opportunità, significa che ha creduto in me.
3- Ci sono cose, luoghi o persone che ti danno l'ispirazione o le tue storie sono di pura fantasia?
Le mie storie cercano di raccontare la vita, soprattutto nella sua crudezza. La scelta dei luoghi è dettata principalmente dai miei gusti. Di norma mi piace tutto ciò che è inglese e russo, quindi i miei romanzi, almeno per ora, si muovono sullo sfondo di queste due terre. Amo profondamente la letteratura di questi due paesi e di riflesso provo a imprimere alle mie storie qualcosa che abbia il loro sapore, il loro fascino, il loro background. Io sono il classico scrittore in fuga dal posto di provenienza. Per quanto riguarda i personaggi, non prendo mai spunto dalla realtà che mi circonda, ma piuttosto dagli eroi e dalle eroine dei romanzi che leggo. Fortunatamente sono in grado di forgiare un personaggio con tutte le caratteristiche annesse; non ho bisogno delle storie melodrammatiche di taluni - a volte mi è successo - che pensano di potermi raccontare il loro vissuto tanto poi io, impressionata, lo metterò nero su bianco… non è così che funziona la scrittura per me. Ho un’anima gravida di parole e d’immagini mie, poi che richiedano studio e applicazione per dar loro una certa forma è un altro conto.
4- Ci sono scrittori disciplinati, metodici, che stilano scalette e rileggono mille volte i loro scritti; e autori che istintivamente buttano giù frasi su frasi fino a comporre un romanzo. Tu che tipo di scrittrice sei?
In linea generale mi ritengo una persona molto metodica, ordinata e precisa; mi piace avere sempre tutto in ordine, ma la scrittura è fondamentalmente un istinto, un impulso, e come tale soverchia le regole. Non mi costringo a scrivere, non programmo scalette, né stabilisco ore e giorni in cui sedermi alla scrivania. Lo faccio quando urge, quando le dita mi prudono perché l’eccitazione della mia mente è tale da non poter resistere. Scrivendo ho imparato che quando inizi una storia, le cose non sempre si evolvono come magari avevi pensato di fare in un primo momento; improvvisamente sul foglio nascono nuove idee, situazioni, personaggi che non avevi previsto. Devi forgiare come un Dio creatore. È il bello della scrittura. Oggi rileggo i miei testi molte volte, li controllo fino alla nausea, tolgo la zavorra che nell’impeto della scrittura si accumula, ed è questa la vera fatica.
5- Segui orari/abitudini?
Di solito scrivo la sera sul tardi per tirare anche fino alle tre del mattino. È la notte il momento migliore e finché posso permettermelo, lo faccio. Come abitudini, specie durante l’inverno, mi piace avere accanto una tazza fumante di tè, ovviamente inglese.
6- Hai un luogo/stanza dove preferisci scrivere?
La mia camera che si trova in una mansarda. Il sottotetto è ideale, intimo per scrivere; spesso mi ricorda la soffitta di qualche poeta ottocentesco, a un palmo dal cielo. Finora le mie storie sono nate tutte lì.
7- Hai rituali “propiziatori” che segui?
No, nessuno.
8- Come e quando ti sei resa conto di essere una scrittrice?
Io preferisco definirmi solo autrice perché il titolo di “scrittrice” per me vuol dire avercela fatta, vedere le proprie storie in ogni libreria, magari campare grazie ad esse e continuare a scrivere perché quello è il mio mestiere, non un altro. Sebbene sia durissima, questo è ciò per cui oggi lotto.
9- L’emozione del tuo primo libro pubblicato?
Enorme, unica. Credo di non essermi mai sentita così piena di senso come il giorno in cui il mio romanzo è divenuto realtà. È uno strano orgoglio, forse simile al diventare madre, ma con la consapevolezza che questo figlio di carta l’hai concepito da sola, senza nessun altro, e che nel migliore dei casi potrà vivere più a lungo di qualsiasi figlio di carne. Io credo fortemente nell’immortalità dei romanzi, se non ci credessi, smetterei di scrivere. L’unicità di quell’emozione è legata principalmente a questa mia convinzione.
10- Ci consigli un libro non tuo?
Ne avrei molti, ma colgo l’occasione per consigliare un autore che mi ha davvero conquistato, una vera rivelazione per me che amo i romanzi storici, sto parlando di Simon Sebag Montefiore e nello specifico del suo romanzo Sašenka; un vero capolavoro.
11- L’elettronica (eBook) sta sempre più sostituendo i libri cartacei e il piacere del profumo della carta e del fruscio delle pagine. Cosa ne pensi?
A costo di apparire antica, confesso di non avere un lettore e-reader, di non aver mai letto un e-book e di non avere nessun desiderio di iniziare a leggere in digitale. Io amo la carta, la sua consistenza, il suo odore. I libri non li prendo nemmeno in prestito, li compro, li colleziono. Posso rinunciare a mille altre cose pur di collocare il romanzo desiderato nella mia libreria. Un file su una libreria virtuale non è la stessa cosa, non per una con una visione romantica come la mia. Questo ovviamente da lettrice, ma da autrice ho dovuto accettare l’idea del digitale, perché oggi funziona così e se stai cercando i tuoi sbocchi in questo campo, devi adeguati anche a innovazioni come gli ebook, non puoi chiuderti le porte da sola.
12- Scrittori si nasce o si diventa? Quali consigli ti senti di dare a chi insegue il sogno di fare lo scrittore?
Io credo che non ti alzi una mattina e decidi di scrivere romanzi, quando lo fai, è perché in te c’è un meccanismo innato che nel tempo ti porta a desiderare di farlo; un talento, latente o palese, che a un certo punto pretende di venire fuori, ma ci vogliono esercizio, notti insonni: come ogni cosa nella vita anche la scrittura richiede sacrificio. Nasci con un talento, ma se non lo coltivi, non porterà frutto.
Il consiglio che mi sento di dare è quello di leggere il più possibile e di seguire solo la propria ispirazione, non gli altri. Se io conosco il mio genere, non vado a scriverne uno che non mi appartiene solo perché magari in quel momento vende di più. Bisogna rimanere fedeli a se stessi per essere credibili.
13- Quando leggi, dove e quali sono i generi che prediligi?
Leggo a qualsiasi ora ormai, in camera o in salotto. Quando esco, un libro è la prima cosa che metto in borsa. Devo dire che la scrittura ha ridotto il tempo delle mie letture, quindi ci sono periodi in cui leggo tanto e altri meno. Amo i classici dell’Ottocento, soprattutto russi e inglesi, ma non disdegno neanche i romanzi francesi. Adoro i romance storici contemporanei se ben fatti, mentre non gradisco la letteratura americana, i fantasy e i romanzi rosa. Mi piace leggere anche qualche buona raccolta di poesia.
14- Stai scrivendo qualcosa in questo periodo? Se possibile dammi un accenno.
In questo periodo sto lavorando a una revisione del mio secondo romanzo, “Charlotte”, che vorrei rieditare il prima possibile in una versione più curata della precedente. Ho pronto un terzo romanzo di ambientazione russa, si tratta di un romance storico, ma mi sono presa del tempo prima di pensare a un’eventuale pubblicazione, forse perché si tratta del mio lavoro più lungo e complesso, e voglio valutare bene ogni aspetto. Mi piacerebbe riuscire a scrivere, nei prossimi mesi, un’opera in cui fondere prosa e poesia, perché quest’ultima è parte del mio scrivere. In fondo, diceva qualcuno, la miglior prosa è fatta di poesia.
Grazie Antonella, buon lavoro e scrivi, scrivi tanto che io aspetto con ansia il tuo nuovo romanzo!
Cari lettori, ditemi, conoscete questa autrice e il suo romanzo? Aspetto i vostri commenti e vi auguro una buona notte.
sabato 18 luglio 2015
Blogger report #2 "La reputazione di un Vero Lettore "
Nell'arco della giornata sono tante le cose a cui pensare, le cose da fare, i problemi da affrontare: ma un Vero Lettore, tra un impegno e l'altro ha un appuntamento fisso segnato in rosso sull'agenda, a cui non può assolutamente mancare. Rimandare a domani? Non scherziamo su, noi Veri Lettori rischieremmo un attacco di panico, abbiamo diritto alla nostra ora d'aria giornaliera, perciò, spegnete il mondo, io leggo!
Ogni libro ha un suo sapore, dolce, amaro, frizzante...perdersi leggendo è come leccare un gelato, prendere un caffè senza zucchero o sorseggiare bollicine...ogni lettura lascia un gusto diverso da quella precedente, che soddisfi e il libro resterà per un tempo indefinito sul nostro comodino, o deluda e avremo il desiderio di gettarlo dalla finestra, ogni libro lascia il segno a modo suo, il momento della lettura è "il più buono della giornata".
Il Vero Lettore è quello con la matita sull'orecchio, che legge un passaggio, lo rilegge, lo sottolinea, attacca un post-it per non perderlo, lo comunica a mezzo mondo su fb e lo fa suo, diventa un motto, una piccola parte di sé, che ad ogni rilettura lo stupisce.
Alcuni li amiamo e daremmo qualsiasi cosa per un incontro vis-à-vis , altri li odiamo e se potessimo li cancelleremmo dalla trama, ci sono quelli che ci urtano, che anche il solo nominarli ci rende insofferenti e quelli che ci fanno ridere, che in una giornata storta ci risollevano il morale, quelli inutili che ti domandi: "Che ci sta a fare qui? Pussa via, vai a non far niente in un'altra storia! E quelli che ti stanno addosso come un abito cucito su misura...che sei tu, e non c'è altro da aggiungere.
Il Vero Lettore non ha paura di occhi indiscreti, di luoghi affollati, non gli frega niente di fare code interminabili, che sia dentro casa o fuori, ogni luogo è adatto, tanto quando legge è sempre da un'altra parte, apre il suo libro, chiude fuori il resto e si prega di non disturbare.
Ok, noi Veri Lettori abbiamo un appuntamento fisso con i libri e da quello non si scappa, ma siamo abili creatori di tempo, ritagliamo nei momenti più impensati della giornata, attimi preziosi, e fossero anche solo pochi minuti, sono per noi un'abile conquista, di cui essere fieri.
Almeno una volta al mese, il Vero Lettore DEVE entrarci, che sia una libreria in centro oppure on-line, e NON PUO' uscire a mani vuote, si sentirebbe in colpa. L'odore di carta e inchiostro che aleggia nelle librerie è vitale, è una dipendenza. Aggirarsi per gli scaffali, scovare nuove letture e chiedersi: "Perché non è nella wishlist?" Chiedere consiglio ad un libraio esperto e farsi convincere. Passeggiare per le vie di città sconosciute e scovare una libreria non ha prezzo per il Vero Lettore, il miglior souvenir da riportare a casa è sempre e comunque un libro.
In casa di un Vero Lettore l'arredamento essenziale sono gli scaffali, i ripiani, le mensole, le librerie a terra o sospese, l'importante è avere lo spazio per i tanti, tantissimi libri letti e in attesa di essere letti. Non ci stanchiamo mai di comprarli, di guardarli, ti tenerli tra le mani e di chiederci se in questa vita li leggeremo mai tutti. Siamo fieri accumulatori compulsivi, lo shopping libresco è tutto, e la soddisfazione di rientrare a casa e riporre i nuovi acquisti è indescrivibile...e già pensiamo alla prossima incursione in libreria.
Noi Veri Lettori smaniamo sempre per finire un libro, perché per quelli come me che non seguono una lista precisa, c'è un momento speciale tutto nostro che non condividiamo con nessuno. Quel lasso di tempo che intercorre tra la fine di un libro e l'inizio della lettura successiva è il momento della scelta. E' un mix di tante cose e tanti fattori lo influenzano: il finale appena letto, una cover, un incipit particolarmente d'effetto, un consiglio che salta in mente, il tempo d'attesa di un volume e......l'istinto.
Quanto è bello discutere di un libro con qualcuno che lo ha letto? La trama, i personaggi, lo stile, l'ambientazione, diventano l'argomento principale tra due Veri Lettori, che abbandonano i discorsi futili o troppo impegnativi per "colorare" la piatta quotidianità. E quanto è bello stressare un lettore che sia un parente o un amico per convincerlo a leggere un libro che ci ha colpiti? Bellissimo! Rischiamo insulti di ogni genere, ma la soddisfazione di un buon consiglio dato e apprezzato è impagabile.


















