Goccia a Goccia
E' di nuovo lunedì...Buongiorno lettori, inauguro la nuova settimana del blog con tre mini recensioni che mi daranno la possibilità di smaltire quasi tutte le letture affrontate in vacanza, tre libri belli, di autori a me sconosciuti che hanno lasciato un segno positivo. Buona lettura.
Mi chiamo Lucy Barton - Elizabeth Strout
Einaudi - 2016
P.168 - € 17.50
Sinossi qui
Elizabeth Strout è un autrice affermata e molto apprezzata, sono felicissima di aver ascoltato i consigli di diverse lettrici che me l'hanno vivamente consigliata.
Trovo sia una scrittura non immediata la sua, va affrontata con tranquillità in quanto lo stile narrativo dell'autrice è diretto, asciutto, amaro.
La Strout abolisce i fronzoli, non perde tempo, ma in poche pagine riesce a portare il lettore dalla sua, toccandogli il cuore narrando dell'incontrano tra due donne, dove i sentimenti sono così veri che si ha l'impressione di sfiorarli con le dita accarezzando le pagine.
Madre e figlia si ritrovano in una stanza d'ospedale dopo anni di lontananza e silenzi, ed è proprio quel silenzio finalmente rotto la cura contro una devastante solitudine.
Nonostante il rapporto conflittuale con la madre, il suo carattere freddo e distaccato, Lucy ha tremendamente sentito la sua mancanza, quella della sua voce che è un solfeggio ritmato che la culla nella convalescenza.
Desidera solo sentirla parlare, svuotare il cuore dall'assenza e colmarlo con quel suono, con aneddoti che le strappano un sorriso, che scorrono paralleli ad un viaggio introspettivo, a ricordi che riaffiorano, quelli di un'infanzia affogata nella povertà umiliante e povera d'affetto.
Un libro sentito, la storia di un legame sanguigno, il più vero, indiscutibile e indissolubile, la storia di un amore ritrovato. Consigliato.
Tina - Alessio Torino
Minimum Fax - 2016
P.141 - € 14
Sinossi qui
"La vita è la vita, non è quella che tu hai deciso che sia. La vita è la vita e un'isola è un'isola."
Tina l'ho amata da subito, con i suoi otto anni e il suo aspetto mascolino, con il suo retino a caccia di meduse, la paladina dei vacanzieri sull'isola di Pantelleria, aspra e rocciosa come la sua storia.
Gli scorci di un'isola selvaggia a me sconosciuta prendono vita e diventano mete raggiunte dall'immaginazione, descritte con cura dalla penna poetica di Alessio Torino.
Tali scorci, sono un guscio che racchiude al suo interno una famiglia divisa, una vacanza che è l'attesa di un ritorno che tarda ad arrivare, la disperazione di una moglie tradita, di una madre egoista e la speranza di Tina e Bea, le figlie che cercano attenzione da una voce che ormai sentono solo al telefono.
I comprimari: Parì la nuotatrice, Stefano, Charles, Yvonne, i signori di Parma, sono presenze singolari, piacevoli compagni di viaggio che si scambiano pensieri, sorrisi e giornate sotto il sol leone, che condividono la paura per le meduse, l'impepata di cozze di Andre, la sua follia e le risate al resort Alta Marea, preoccupazioni e umori mutevoli, ora di uno ora dell'altro, e alle spalle il grande fratello blu a fare da balsamo agli animi irrequieti.
Alessio Torino esalta il difficile passaggio dall'infanzia, all'adolescenza, all'età adulta, tappe obbligate nella vita di ognuno di noi in cui la perdita irrecuperabile ci segna e ci rassegna per sempre.
Ho letto questo libro in riva al mare, sono fuggita a Pantelleria, mi sono affezionata a tutti i personaggi e il desiderio di conoscerli meglio non mi ha abbandonata nemmeno a lettura ultimata, ma l'esiguo numero di pagine purtroppo non me l'ha permesso.
L'autore ha eliminato il superfluo, forse esagerando; la sua prosa è godibile, scorrevole, non stanca il lettore, lo rende avido di particolari, quindi non mi rimane che la speranza di ritrovare Tina e gli altri magari su un'altra isola. Consigliato.
Cinque indagini romane per Rocco Schiavone - Antonio Manzini
Sellerio - 2016
P.256 - € 14
Sinossi qui
Che dire di Antonio Manzini...Mi ha sorpresa positivamente,
il suo stile narrativo è spigliato, non temporeggia con elementi superflui, va
dritto al punto con ironia e freschezza e le miscela perfettamente all'alone di
malinconia che avvolge Rocco Schiavone come un'aura.
Rocco e la sua tragica perdita, la solitudine forzata che
usa per legittima difesa, ma in fondo in fondo non aspetta altro che essere
coinvolto in situazioni di ogni sorta per avere compagnia.
Le sue indagini intriganti, colorite da personaggi singolari e le sue intuizioni, gettano sulla scena una bella luce dalle tinte di un giallo vivo nei momenti ilari e in quelli di suspense, per poi sbiadirsi armoniosamente in quelli malinconici.
Le sue indagini intriganti, colorite da personaggi singolari e le sue intuizioni, gettano sulla scena una bella luce dalle tinte di un giallo vivo nei momenti ilari e in quelli di suspense, per poi sbiadirsi armoniosamente in quelli malinconici.
Il vicequestore Rocco Schiavone, un burbero affascinate che
fuma spinelli alla finestra del suo ufficio riflettendo sul trasferimento che
dovrà affrontare a breve, un comportamento azzardato che resta un mistero e le sue indagini romane che scandiscono il tempo che gli resta in attesa della missiva che contiene il nome del commissariato e del luogo che lo ospiteranno.
Dovrà lasciare la sua Roma Rocco, la sua casa arredata di ricordi felici e di assenza che fa male, il clima mite della capitale, per approdare in un luogo dove il freddo pungente non è adatto alle Clarks che indossa da una vita e che sono l'unica cosa che porterà con sè, sospeso in un tempo ancorato al passato, e rassegnato in un presente carico di attese.
L'equilibrio con cui Antonio Manzini gestisce la narrazione è perfetto, ha creato un personaggio misterioso, un pò cupo ma che strappa più di un sorriso, scaltro, un vero leader e lo ha legato con un filo invisibile al lettore.
Una volta conosciuto è inevitabile, non se ne può più fare a meno. Consigliato.
Dovrà lasciare la sua Roma Rocco, la sua casa arredata di ricordi felici e di assenza che fa male, il clima mite della capitale, per approdare in un luogo dove il freddo pungente non è adatto alle Clarks che indossa da una vita e che sono l'unica cosa che porterà con sè, sospeso in un tempo ancorato al passato, e rassegnato in un presente carico di attese.
L'equilibrio con cui Antonio Manzini gestisce la narrazione è perfetto, ha creato un personaggio misterioso, un pò cupo ma che strappa più di un sorriso, scaltro, un vero leader e lo ha legato con un filo invisibile al lettore.
Una volta conosciuto è inevitabile, non se ne può più fare a meno. Consigliato.
Lucy, Tina e Rocco, tre personalità totalmente diverse, incastonate in storie che hanno un filo conduttore comune: la nostalgia, la perdita, i ricordi, la solitudine.
Tre libri che mi sento di consigliare senza timore. Buone letture e a presto




