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lunedì 19 settembre 2016

Le mie recensioni goccia a goccia #2

Goccia a Goccia
E' di nuovo lunedì...Buongiorno lettori, inauguro la nuova settimana del blog con tre mini recensioni che mi daranno la possibilità di smaltire quasi tutte le letture affrontate in vacanza, tre libri belli, di autori a me sconosciuti che hanno lasciato un segno positivo. Buona lettura.

Mi chiamo Lucy Barton - Elizabeth Strout
Einaudi - 2016
P.168 - € 17.50
Sinossi qui
Elizabeth Strout è un autrice affermata e molto apprezzata, sono felicissima di aver ascoltato i consigli di diverse lettrici che me l'hanno vivamente consigliata.
Trovo sia una scrittura non immediata la sua, va affrontata con tranquillità in quanto lo stile narrativo dell'autrice è diretto, asciutto, amaro.
La Strout abolisce i fronzoli, non perde tempo, ma in poche pagine riesce a portare il lettore dalla sua, toccandogli il cuore narrando dell'incontrano tra due donne, dove i sentimenti sono così veri che si ha l'impressione di sfiorarli con le dita accarezzando le pagine.
Madre e figlia si ritrovano in una stanza d'ospedale dopo anni di lontananza e silenzi, ed è proprio quel silenzio finalmente rotto la cura contro una devastante solitudine.
Nonostante il rapporto conflittuale con la madre, il suo carattere freddo e distaccato, Lucy ha tremendamente sentito la sua mancanza, quella della sua voce che è un solfeggio ritmato che la culla nella convalescenza.
Desidera solo sentirla parlare, svuotare il cuore dall'assenza e colmarlo con quel suono, con aneddoti che le strappano un sorriso, che scorrono paralleli ad un viaggio introspettivo, a ricordi che riaffiorano, quelli di un'infanzia affogata nella povertà umiliante e povera d'affetto.
Un libro sentito, la storia di un legame sanguigno, il più vero, indiscutibile e indissolubile, la storia di un amore ritrovato. Consigliato.

Tina - Alessio Torino
Minimum Fax - 2016
P.141 - € 14
Sinossi qui
"La vita è la vita, non è quella che tu hai deciso che sia. La vita è la vita e un'isola è un'isola."
Tina l'ho amata da subito, con i suoi otto anni e il suo aspetto mascolino, con il suo retino a caccia di meduse, la paladina dei vacanzieri sull'isola di Pantelleria, aspra e rocciosa come la sua storia.
Gli scorci di un'isola selvaggia a me sconosciuta prendono vita e diventano mete raggiunte dall'immaginazione, descritte con cura dalla penna poetica di Alessio Torino.
Tali scorci, sono un guscio che racchiude al suo interno una famiglia divisa, una vacanza che è l'attesa di un ritorno che tarda ad arrivare, la disperazione di una moglie tradita, di una madre egoista e la speranza di Tina e Bea, le figlie che cercano attenzione da una voce che ormai sentono solo al telefono.
I comprimari: Parì la nuotatrice, Stefano, Charles, Yvonne, i signori di Parma, sono presenze singolari, piacevoli compagni di viaggio  che si scambiano pensieri, sorrisi e giornate sotto il sol leone, che condividono la paura per le meduse, l'impepata di cozze di Andre, la sua follia e le risate al resort Alta Marea, preoccupazioni e umori mutevoli, ora di uno ora dell'altro, e alle spalle il grande fratello blu a fare da balsamo agli animi irrequieti.
Alessio Torino esalta il difficile passaggio dall'infanzia, all'adolescenza, all'età adulta, tappe obbligate nella vita di ognuno di noi in cui la perdita irrecuperabile ci segna e ci rassegna per sempre.
Ho letto questo libro in riva al mare, sono fuggita a Pantelleria, mi sono affezionata a tutti i personaggi e il desiderio di conoscerli meglio non mi ha abbandonata nemmeno a lettura ultimata, ma l'esiguo numero di pagine purtroppo non me l'ha permesso.
L'autore ha eliminato il superfluo, forse esagerando; la sua prosa è godibile, scorrevole, non stanca il lettore, lo rende avido di particolari, quindi non mi rimane che la speranza di ritrovare Tina e gli altri magari su un'altra isola. Consigliato.

Cinque indagini romane per Rocco Schiavone - Antonio Manzini
Sellerio - 2016
P.256 - € 14
Sinossi qui
Che dire di Antonio Manzini...Mi ha sorpresa positivamente, il suo stile narrativo è spigliato, non temporeggia con elementi superflui, va dritto al punto con ironia e freschezza e le miscela perfettamente all'alone di malinconia che avvolge Rocco Schiavone come un'aura.
Rocco e la sua tragica perdita, la solitudine forzata che usa per legittima difesa, ma in fondo in fondo non aspetta altro che essere coinvolto in situazioni di ogni sorta per avere compagnia.
Le sue indagini intriganti, colorite da personaggi singolari e le sue intuizioni, gettano sulla scena una bella luce dalle tinte di un giallo vivo nei momenti ilari e in quelli di suspense, per poi sbiadirsi armoniosamente in quelli malinconici.
Il vicequestore Rocco Schiavone, un burbero affascinate che fuma spinelli alla finestra del suo ufficio riflettendo sul trasferimento che dovrà affrontare a breve, un comportamento azzardato che resta un mistero e le sue indagini romane che scandiscono il tempo che gli resta in attesa della missiva che contiene il nome del commissariato e del luogo che lo ospiteranno.
Dovrà lasciare la sua Roma Rocco, la sua casa arredata di ricordi felici e di assenza che fa male, il clima mite della capitale, per approdare in un luogo dove il freddo pungente non è adatto alle Clarks che indossa da una vita e che sono l'unica cosa che porterà con sè, sospeso in un tempo ancorato al passato, e rassegnato in un presente carico di attese.
L'equilibrio con cui Antonio Manzini gestisce la narrazione è perfetto, ha creato un personaggio misterioso, un pò cupo ma che strappa più di un sorriso, scaltro, un vero leader e lo ha legato con un filo invisibile al lettore.
Una volta conosciuto è inevitabile, non se ne può più fare a meno. Consigliato.

Lucy, Tina e Rocco, tre personalità totalmente diverse, incastonate in storie che hanno un filo conduttore comune: la nostalgia, la perdita, i ricordi, la solitudine.
Tre libri che mi sento di consigliare senza timore. Buone letture e a presto




lunedì 5 settembre 2016

Le mie recensioni goccia a goccia #1

Buongiorno e buon inizio di settimana Cuor di Lettori.
Inauguro la settimana del blog con un post che racchiude la mia opinione su alcuni libri che ho letto in vacanza. 
Si tratta in realtà di recensioni arretrate che per motivi pratici, organizzativi e tempistiche da rispettare ho deciso di raggruppare in un unico articolo, cercando di sintetizzare il mio pensiero.

Goccia a goccia

Giorni selvaggi - William Finnegan
66THAND2ND - Giugno 2016
Pagine 500 - Prezzo 25 €
Sinossi qui
Un "Memoir" è il racconto delle proprie “memorie emotive”, ossia la narrazione delle emozioni e delle sensazioni vissute in determinati momenti della vita, ciò che troviamo tra le pagine di Giorni selvaggi.
Qual'è il vostro rapporto con questo genere letterario? Io non lo prediligo, ma non lo disdegno. 
La scelta sul premio Pulitzer 2016 è stata dettata da un'urgenza, dalla necessità di ridurre al minimo il trauma da rientro dalle vacanze, lo definirei una sorta di sedativo contro la nostalgia.
Cosa leggerete sfogliando Giorni Selvaggi? 
La storia di una vita dedicata alla scrittura e ai viaggi, quella di un uomo impegnato dal punto di vista politico, razziale, inviato di guerra in quasi tutti i continenti, che narra la sua storia ma anche quella del suo posto nel mondo dai primi anni sessanta fino ai giorni nostri.
Leggerete di una passione grande della durata di una vita che in bilico su una tavola da surf, sfida l'Oceano e i suoi cavalloni.
Lo stile giornalistico dell'autore, asciutto e senza fronzoli fissa con chiarezza tutte le tappe e gli obbiettivi raggiunti, per rifiorire e appassionarsi quando lo sguardo si posa sull'Oceano nell'attesa dell'onda perfetta. Il profumo di salsedine, la brezza e la forza dirompente dell'acqua contro la scogliera sono qualcosa di vivo e tangibile.
E' un libro difficile da consigliare, scorrevole sì, ma ricco di termini tecnici in cui il surf la fa da padrone, di facile comprensione nonostante tutto e spesso leggendo mi sono sentita io stessa una "surfer" esperta.
Credo comunque che sia una lettura da affrontare se guidati dall'istinto e dalla curiosità di scoprire una quotidianità molto diversa dalla nostra.
"Una vita sulle onde" è stampato sulla cover e ci avverte riguardo ciò che troveremo all'interno del volume.
William Finnegan sa di cosa parla, è palese che la tavola da surf è la sua seconda pelle, una cosa di cui non può fare a meno ed è una sensazione intensa anche per chi legge.
A mio parere una lettura suddivisa nell'arco di un tempo lungo e intervallata da altre letture, si gestisce sicuramente meglio assaporando ogni dettaglio, ogni luogo, pronti ad afferrarne il senso.

Nessuno scompare davvero - Catherine Lacey
BigSur - Febbraio 2016
Pagine 243 - Prezzo 16.50 €
Sinossi qui
Vi capita mai di iniziare un libro avendo solo una vaga idea di ciò che state per leggere?
A volte si incappa in piacevoli sorprese, altre in amare delusioni o semplicemente si legge qualcosa che non risponde alle aspettative, ma che nemmeno delude.
Di recente, durante il mio soggiorno a Bacoli, ho deciso di affrontare l'esordio di Catherine Lacey, perchè ero certa che avrei goduto della narrazione di un viaggio compiuto per ribellione, fatto di panini imbottiti, soldi risparmiati, zaino in spalla e tanti chilometri percorsi in una terra che ero smaniosa di conoscere: la Nuova Zelanda.
Elyria ha ventotto anni, lavora nell'editoria ed è sposata con il professore universitario di sua sorella.
Alla presentazione di un libro fa la conoscenza dell'autore, tra i due si instaura subito una bella sinergia e nonostante l'uomo sia piuttosto schivo e riservato, senza indugi la invita per un soggiorno nella sua umile dimora in Nuova Zelanda.
Una madre difficile, il rapporto con il marito, un amore nato dopo la disgrazia capitata alla sorella e per l'urgenza di colmare il vuoto dell'assenza, una vita senza stimoli positivi e senza ambizioni, induce Elyria ad organizzare il viaggio alla ricerca di sè stessa, che si rivela una fuga dai doveri, dai problemi e dalla difficoltà di affrontare gli sbagli che sono il risultato di scelte frettolose e poco ragionate.
Ho trovato una partenza improvvisa e segreta a tutti, che mi ha resa triste per il modo in cui è stata affrontata; ciò che doveva essere una presa di posizione coraggiosa e decisa si è rivelata ai miei occhi come la mancanza di carattere di una sprovveduta che prende un aereo con pochi spiccioli in tasca, giunge nel luogo in cui andrà a ricercare sè stessa e sceglie di muoversi facendo l'autostop.
L'attenuante è l'indole insicura, la disperazione tangibile e una famiglia che invece di fare da cuscinetto e ammortizzare i colpi, alimenta la delusione e la scarsa autostima.
Il lettore si trova davanti ad un monologo interiore, il racconto di una vita dimentica di sogni e desideri, una presa di coscienza che scorre nella mente dell'autrice come i cartelli stradali che annunciano il raggiungimento di una nuova meta, il tutto narrato con malinconia e rassegnazione; la prosa fa vibrare corde profonde con tanti pensieri sottolineati e fa sperare nella rinascita di un animo buono.
Cosa mi è mancato?
Le descrizioni di un luogo che desideravo scoprire, gli scorci da imprimere nella mente per poi immaginare, i profumi, i colori, le abitudini dei neozelandesi e tutto ciò che è, un'isola in mezzo all'oceano Pacifico.
Una bella lettura in fondo, ma purtroppo l'alone di incompiutezza che ha accompagnato la narrazione è diventato un contorno ben definito nel finale.

Ed ora vi chiedo lettori se conoscete questi autori e le loro opere,
se vi ho persuasi dal leggere questi libri o incuriositi con le mie opinioni.
Lasciate un segno del vostro passaggio.
Buon inizio settimana e a presto!