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lunedì 23 gennaio 2017

Recensione #76 "Una cosa che volevo dirti da un pò" di Alice Munro *Einaudi*

Una cosa che volevo dirti da un pò - Alice Munro
Einaudi - Anno 2016
Pagine 280 - € 19.50 - Scheda tecnica

I racconti li ho assaporati per la prima volta ad un corso di scrittura creativa e con l'aiuto di un docente preparato e divoratore di storie brevi, ho capito quanto sia difficile leggere, analizzare e assimilare questo genere.
Cimentarsi con una raccolta di racconti non è cosa facile perché, tanto l'autore deve ambire alla perfezione stilistica e cercare di accattivare il lettore in poche pagine, quanto quest'ultimo ha l'obbligo di riservare alle storie un occhio più attento, deve imparare a leggere tra le righe per raggiungere il livello di empatia che sente in un romanzo di trecento pagine.
Per il mio approccio ai racconti sono andata a colpo sicuro, ho scelto il Nobel 2013, Alice Munro, e questo ha comportato destrezza da parte sua e una gran fatica da parte mia.
A ridosso della Seconda Guerra Mondiale e attraverso diverse provincie canadesi, il fulcro di questo volume sono le relazioni umane, con grande cura per la figura della donna che predomina: l'autrice attira l'attenzione sui rapporti tra madri e figlie, tra zie e nipoti, tra sorelle, ma anche tra amanti e amici.
Sono legami forti e intensi che dal passato hanno portato nel presente un bagaglio di livore, gelosia, tradimento e perdita.
Alcune storie le ho amate, sedotta da passaggi che non mi stanco ancora di rileggere, così applicabili alla vita da cancellare la vicenda narrata e farmi sentire la protagonista; nello stesso tempo un senso di incompiutezza pervade la scena a causa dell'epilogo repentino, non che il testo manchi di particolari, semplicemente io sono abituata ad avere tempi molto più lunghi per assimilare il senso e staccarmi dai personaggi, essendo una lettrice di romanzi.
Altre storie le ho lette senza quel trasporto che sempre mi accompagna, con la testa ancora al racconto precedente e con l'amaro in bocca per il taglio netto.
Non mi arrendo, questo sarà uno di quei libri che terrò spesso tra le mani, rileggendo quei passaggi meravigliosi e quei racconti che sono scivolati via senza lasciare traccia dentro me, so che hanno qualcosa da dare e voglio trovarlo, sono certa del fatto che il genere necessiti la dimestichezza di uno sguardo preparato e ben predisposto, solo così può dare tanto.
Con grande padronanza di linguaggio, Alice Munro risulta asciutta nello stile, ma il testo è arricchitao dall'eleganza nell'esposizione di concetti importanti, in poche pagine riesce a mettere chiaramente a confronto giovinezza, età adulta e vecchiaia, in una sorta di confidenze che i protagonisti e comprimari lasciano al lettore da custodire, confidenze fatte di attese quotidiane, di ricordi e di un passato che entra con prepotenza nel presente, colmando la povertà di pagine con descrizioni particolareggiate che restituiscono immagini vere e bellissime di ambienti e personaggi.
Mi scuso se non ho aggiunto riferimenti più precisi sulle storie, ma credo che diventerebbero un groviglio di informazioni prive di forza, meglio assaporarle nel libro dove mantengono la loro perfezione.
Consiglio questa autrice a chi ama i racconti e a chi vuole imparare ad amarli, a chi desidera arricchirsi e vivacizzarsi con nuove sfumature e leggere il mondo racchiuso in uno spazio ristretto narrato da una penna versatile, vera e delicata.

venerdì 9 dicembre 2016

A Spasso Tra...Le Pagine! #4 Nemesi di Philip Roth *Einaudi*

Buongiorno lettori, eccomi per parlare ancora di libri, torno un pò affaticata dal periodo pre - natalizio che sto vivendo con qualche difficoltà e pensieruccio, diciamo che anche alla felicità è concessi qualche attimo di defiance.
Quindi, mentre affronto le prove che la vita mi butta addosso, mi rimbocco le maniche e vi presento un autore che è una grande, grandissima scoperta, Philip Roth e la prima opera grazie alla quale ho cominciato ad amarlo, Nemesi.
Per parlarvi di Nemesi userò una rubrica versatile che sonnecchia da parecchio, nata senza uno scopo preciso, oggi la utilizzerò così, estrapolando delle parti del testo in modo che possiate conoscere la penna dell'autore, per poi lasciarvi il mio pensiero, buona lettura.
Nemesi - Philip Roth
Einaudi - 2011
P. 183 - € 11
Philip Roth è un uomo e uno scrittore dalle mille sfaccettature, ha vinto il Pulitzer nel 1997 con Pastorale Americana, ma sarebbe riduttivo scrivere solo poche righe su di lui, quindi vi lascio il link dove potrete conoscere meglio le sue tantissime opere e avere qualche dettaglio in più sulla sua vita, qui.

Incipit
"Il primo caso di polio quell'estate si verificò agli inizi di giugno, subito dopo il Memorial Day, in un quartiere italiano povero all'altro capo della città rispetto al nostro.
Dall'angolo sudoccidentale di Newark, nella zona ebraica di Weequahic, noi non ne venimmo a conoscenza, e non venimmo a conoscenza nemmeno dei casi successivi, una decina, sparpagliati quasi in tutti i quartieri tranne il nostro".
L'incipit è il benvenuto dell'autore al lettore, il suo modo di presentarsi puntando i riflettori su quello che leggerà, il modo di farsi spazio nella sua mente disegnando il cerchio empatico in cui il lettore potrà trovare il suo posto.
Philip Roth è un autore incisivo che scrive per lasciare il segno e nell'incipit di Nemesi, smaschera il tema del romanzo con decisione, un tema non attuale ma di grande impatto, ci catapulta nei meandri di un periodo storico fondamentale e una malattia tremenda: la poliomelite.


Tema
"...una malattia capace di paralizzare un giovanotto rendendolo permanentemente invalido, deforme o impossibilitato a respirare al di fuori di quel cilindro metallico chiamato polmone d'acciaio - capace anche di portare alla paralisi dei muscoli respiratori alla morte - creava grande inquietudine nei genitori del nostro quartiere, e turbava la tranquillità d'animo dei bambini..."
Nemesi è una lettura difficile da affrontare, ma resa interessante dal modo di raccontare la malattia da parte dell'autore che è stato bravo a romanzare una parte di storia senza privarla della sua importanza, enfatizzando l'epidemia di poliomelite nella Seconda Guerra Mondiale scegliendo come tramite il granitico Bucky Cantor.
Detta anche polio o paralisi infantile, (tale era considerata quando si pensava che infettasse soprattutto i bambini), questa malattia colpiva chiunque con conseguenze atroci, non c'era un vaccino per prevenirla né una cura dopo averla contratta; gli adolescenti erano i primi ad essere colpiti, senza una causa apparente, ma la trasmettevano anche agli adulti, come successe al Presidente in carica Roosvelt.
Oltre alla devastazione fisica, Roth, focalizza l'attenzione del lettore sulla personalità del protagonista, il suo impegno, il suo senso del dovere, il senso di colpa che lo logora e il dubbio sull'esistenza di Dio.

Ambientazione
"A Newark, in basso com'era, le estati erano molto umide, ed essendo la città in parte circondata da vasti acquitrini - gran fonte di malaria ai tempi in cui anche quella era una malattia incontrollabile -, c'erano sciami di zanzare da scacciare e schiacciare quando la sera ce ne stavamo seduti sulle sedie da spiaggia in vicoli e vialetti cercando all'aperto un pò di requie dall'afa dei nostri appartamenti, dove per mitigare il caldo infernale non avevamo altro che docce fredde e acqua ghiacciata."
New Jersey, Contea di Essex, Newark, 1943.
E' il quartiere ebraico di Weequahic a fare da sfondo alla seconda grande epidemia di polio, con la sua afa estenuante, portatrice di zanzare e mosche, ritenute una delle possibili cause, come i gatti e i cani randagi, la poca igiene, le fontane pubbliche, il sovraffaticamento, e lo stare a stretto contatto sudati e sporchi.
E' facile immaginare quanto fosse difficile tenere lontani i bambini e i ragazzi dalle attività estive sotto il sol leone, ciò voleva dire privarli della libertà bramata per un intero anno di scuola, privarli delle attività proposte al campo giochi della scuola a cui partecipavano coloro che non godevano del privilegio di passare una vacanza fuori città.
Il softball li impegnava per ore sull'asfalto rovente del campo giochi, un inning dietro l'altro decretava vincitori e vinti che sudici e accaldati si dissetavano alle fontane e si riposavano sulle panchine uno appiccicato all'altro, spassandosela ingenuamente, incuranti di ciò che tale comportamento poteva provocare: l'insorgere della malattia.

Protagonista
"Su quel corpo compatto troneggiava una testa notevole, una combinazione di tratti sbilenchi e obliqui: zigomi alti e pronunciati, fronte alta, mascella spigolosa e un naso lungo e dritto [...].
Aveva la faccia ferrea, inalterabile, straordinariamente baldanzosa di un giovane uomo ben piantato su cui sin poteva fare affidamento."
Per un periodo durante la sua infanzia l'avevano chiamato Asso per via delle orecchie a punta, finché il nonno materno non l'aveva soprannominato Bucky.
Lo sguardo profondo come un cratere, la voce a tratti stridula che non stonava con il fisico possente dell'insegnante di ginnastica della scuola di Weequahic, Bucky Cantor, l'ottimo atleta penalizzato dalla scarsa vista e dalla bassa statura, scartato all'ufficio di reclutamento, eseguiva il suo lavoro con dedizione, amava i suoi studenti, e nell'estate del 1943, mentre i suoi coetanei erano in guerra, veniva ingaggiato come animatore del campo giochi estivo.
Rimasto senza genitori alla nascita, Bucky è cresciuto con i nonni materni, il nonno gli ha trasmesso gli ideali che da adulto ha scelto di insegnare ai suoi studenti: la dedizione per lo studio, ma anche per lo sport, la determinazione, la sana competizione e la forza che deriva da un corpo sano che concilia mente e fisico. Un personaggio complesso , ma straordinario.

Il mio pensiero
Nemesi è una delle tante frecce scagliate dall'arco di Philip Roth, la prima che ha seguito la traiettoria giusta per fare breccia nella mia testa, perchè lì si è conficcata e lì è rimasta.
Il percorso che intraprende l'autore è perfetto in tutte le sue parti, non ci sono pecche nel suo scritto dal punto di vista stilistico e dal punto di vista dell'impostazione narrativa.
La voce narrante, la cui identità non è immediata, ma viene svelata fugacemente a metà lettura per poi divenire una certezza nell'epilogo amaro, ha l'arduo compito di guidare il lettore attraverso il percorso che Bucky deve affrontare e che gli costerà dolore e sofferenza.
L'anno in cui viene ingaggiato come animatore al campo giochi della scuola è l'anno della polio a Newark, l'estate in cui la malattia comincia a prendersi i suoi ragazzi.
Lui né è certo, è stato attento a seguire le regole per evitare l'insorgere della polio...ma forse non abbastanza.
Giorno dopo giorno si reca al campo, determinato a sostenere gli studenti che ancora non hanno avuto il divieto dei genitori spaventati a frequentare il gruppo, ragazzi che diventano sempre meno, si ammalano, in alcuni casi muoiono; in lui si insinua il senso di colpa che lo spezza e la paura che lo costringe a gettare la spugna e ad accettare un impiego come animatore a Indian Hill, un campo estivo situato sulle Pocono Mountains, lontano dall'afa e da tutto ciò che può scatenare la malattia.
Qui, non solo riabbraccia la sua amata Marcia, ma gode di un ambiente perfetto per gli sport, adolescenti forti e in salute, trova appagamento nell'insegnare la disciplina del nuoto e dei tuffi, in cui eccelle.
Ma anche in questo luogo distante dal resto del mondo, dove si conduce un'esistenza quasi ultraterrena, lontano dalla guerra e dal pericolo della malattia, dove risate e felicità imperversano e la natura la fa da padrona, i colori accesi di un'estate perfetta iniziano a sbiadire e cedono il passo ad una grigia e triste realtà.
Sarà questo il momento in cui Bucky Cantor metterà in discussione sé stesso, le sue scelte, il suo futuro, colpevolizzandosi eccessivamente e portando il peso del mondo sulle spalle come un fardello impossibile da scrollarsi di dosso, annientato da una netta presa di posizione nei confronti di Dio, della sua assenza come artefice di tanta ingiustizia.
Il romanzo è diviso in tre atti che dettano i tempi della narrazione in cui il lettore si sente a suo agio, colpito dalle parole dell'autore, incisive, feroci e toccanti e con queste stesse parole, Roth ha creato un personaggio complesso, difficilmente comprensibile, eccessivo per certi versi, ne esplora la mente, il cuore, il corpo e ne proietta un'immagine nuova impossibile da respingere, ma facile da accettare e capire, un personaggio che stimo e in cui a tratti mi rispecchio.
Ciò che ho apprezzato maggiormente di questo autore e che mi spinge a consigliarlo, è l'abilità di miscelare avvenimenti storici importanti ad un'analisi accurata della mente umana senza mai essere pesante, impiantando definitivamente le sue parole "nel lettore".
Nemesi è senza dubbio un libro che va letto a mente libera, senza impedimenti, è un libro che fa riflettere e Roth un autore pretenzioso, che svuota e arricchisce, che va digerito e più i giorni passano dalla fine della lettura, più l'amore nei suoi confronti cresce.
Consigliato a chi desidera una lettura impegnata.
Grazie alla mia Lettrice Impertinente e Amica Ida, per il consiglio.
















lunedì 14 novembre 2016

Novità libresche #16 Novembre 2016

Buongiorno lettori e felice giovedì! Eccomi per l'appuntamento mensile con le novità in libreria, il Natale si avvicina è tempo di liste e regali, c'è un'ampia scelta di titoli questo mese, sia se vi piace regalarli a chi volete bene, sia se li acquisterete per voi.
Munitevi di carta e penna e prendete nota, buona lettura.
Stanze di famiglia - Furio Bordon
Garzanti – 3 novembre 2016
P. 180 -  18.00 €
Vicende familiari, certo, ma che ruotano soprattutto intorno al nodo emozionale di vecchiaia e infanzia, le due età della debolezza, gli anni in cui l’individuo è più vulnerabile, più esposto a prevaricazioni, violenze, umiliazioni, in cui la fortuna di essere nati diventa troppo spesso fatica di vivere e amarezza. Ed è combattendo l’amarezza con l’ironia dell’intelligenza che un vecchio professore di lettere, in attesa che il figlio torni dall’ufficio per accompagnarlo in una casa di riposo, conversa con la moglie morta. È un dialogo al tempo stesso amoroso e conflittuale. Come commossa e crudele sarà l’ultima discussione con il figlio. Ritroveremo il vecchio anni dopo, rintanato come ogni pomeriggio nella soffitta della «Villa», intento a sfogliare un vecchio album di fotografie e a esercitare la sua ironia confidandosi con una piantina di basilico e una sedia vuota. A confrontarsi invece con il padre morto è Anna, una psicoterapeuta infantile, nella notte in cui viene a sapere della fuga da casa di un suo assistito, un ragazzo violato da un’infanzia di indifferenza e disamore. Comparirà anche lui, in questa notte, e costringerà Anna a un impietoso, feroce bilancio del proprio vissuto, dominato da quel padre attore famoso e geniale, del cui fascino lei è sempre stata adoratrice e vittima. Nella terza e ultima stanza, un figlio stanco ed esasperato è alle prese con la grottesca demenza della vecchia madre. Ma sarà quella stessa madre, giovane e presente nel ricordo – come giovane e presente è anche il padre scomparso da anni – a suggerirgli in un momento di lucida dolcezza: «Capirai alla fine che con quella povera testa delirante e confusa se n’è andato un mondo…». Nella struttura di questo libro dunque diventano personaggi, agiscono e parlano tra loro i vivi, i morti e i ricordi. Ma anche i rimorsi e i desideri. A che mondo appartiene questo convegno fantasmatico in tre stanze? Semplicemente al mondo della letteratura, luogo sospeso tra cielo e terra, nel quale, come ci insegna Amleto, «esistono più cose di quante la tua filosofia conosca».

Finché notte non sia più - Novita Amadei
Neri Pozza - 3 novembre 2016
P. 240 - 16.50 €
All’alba di un nuovo anno, Caterina giunge in Francia dove sua zia Liliana si è stabilita dopo il fatale incontro con un turista francese. Nel borgo, antico come un aratro, sembra che il tempo non calchi mai la mano: campi coltivati a orzo, frutteti per trarvi conserve e marmellate, forni a legna dove cuocere il pane dal sapore acidulo del lievito madre, tutto sembra ubbidire a un placido scorrere degli anni e delle ore.
Capelli biondo ruggine e, dipinta sul volto, la bellezza senza compromessi della gioventù, Caterina ha lasciato Roma, con i suoi androni scrostati e le strade chiassose, per sfuggire all’abbraccio soffocante di sua madre e trovare la propria via nel mondo. Conclusi gli studi, ha raggiunto zia Liliana con la prospettiva di un lavoro in un poliambulatorio e l’idea di dare una mano nella conduzione del Liliane Coiffure, un lindo salone di parrucchiera dalle poltroncine viola che la zia ha aperto in quel borgo nel sud della Francia.
Un giorno capita nel salone un vecchio signore con una massa scompigliata di capelli e una mano tremante abbandonata lungo la gamba. Si è ferito alla fronte nel tentativo di accorciarsi da solo i capelli, ed è in imbarazzo tra quelle poltroncine viola, i vasi di ranuncoli e le riviste di moda impilate negli angoli. Fuggirebbe, se non fosse per l’accoglienza che gli riserva Caterina, che si prende subito cura di lui.
Come due anime che si sfiorano e si riconoscono, Caterina e Delio, il vecchio signore, comprendono all’istante che il filo del destino li unisce. La sera stessa la ragazza riempie una valigia e si stabilisce nel casolare accanto alla casa di Delio. Il vecchio vive solo, circondato da una terra dura, con malerbe che crescono ovunque e cumuli di sterpaglie affastellati lungo i camminamenti dell’orto, quell’orto che sua moglie Teresa coltivava con cura prima che la malattia se la portasse via. Caterina non tarda a capire che un’altra mancanza grava sul cuore malandato del vecchio: Daniele, il figlio che la foto sulla credenza raffigura come un giovane uomo prestante, coi capelli un po’ lunghi e un’aria sfrontata, è assente da casa da più di quattro anni. In paese, dove tutti parlano di lui e qualche ragazza lo nomina con il rimpianto di una ex innamorata, si sussurra che una grave offesa l’abbia spinto a rifiutare ogni contatto col padre.
Quando, però, dopo una caduta, Delio cede alla vecchiaia e si mette a letto col volto scavato dalla stanchezza della vita, Daniele compare sull’uscio di casa. E Caterina, tormentandosi una ciocca di capelli, lo accoglie con un sorriso di disagio, il cuore impazzito.
Appassionante romanzo sull’educazione sentimentale di una giovane donna, scritto con una prosa delicata capace di ritrarre magistralmente i moti più profondi dell’animo, Finché notte non sia più costituisce una splendida conferma del talento dell’autrice di Dentro c’è una strada per Parigi.

Perdersi - Charles D'Ambrosio
Minimum Fax - 3 novembre 2016
P. 312 -18.00 €
Perdersi è un libro che ci regala qualcosa di prezioso: la libertà di esplorare, il piacere di abbandonare le idee precostituite e abbracciare l’incertezza. D’Ambrosio instaura infatti un dialogo intimo con il lettore e, attraverso una prosa armoniosa ed equilibrata e uno stile geniale e frizzante, lo coinvolge in una conversazione continua con se stesso.
La raccolta – che si colloca nella tradizione del New Journalism di Joan Didion e Hunter Thompson – si apre con due saggi mozzafiato ambientati a Seattle, luogo natale dell’autore, dissertazioni ironiche e decisamente folli sulla città prima che diventasse di moda, passando poi a un brillante scritto su Il giovane Holden in cui si esplora la perdita di identità. Ma che parli di una città, un personaggio o la sua stessa storia familiare, è l’isolamento il grande soggetto di D’Ambrosio che in Perdersi, attraverso il linguaggio del saggio narrativo, sfida le convinzioni mettendosi in discussione in un modo che una storia o un racconto breve non avrebbero permesso. Un esempio lucido e spettacolare di moderno romanzo.

Dentro c'è una strada per Parigi - Novita Amadei
Beat Edizioni - 3 novembre 2016 
(prima pubblicazione con Neri Pozza 2014)
P. 176 - 9.00 € 
Adele passeggia per le strade del suo quartiere a Parigi, e sembra fragilissima nel suo cappotto sbilenco di lana beige. Ha ottant'anni, e la città si schiude davanti ai suoi occhi come un paesaggio lontano ed estraneo: gallerie d'arte al posto di calzolai, corniciai e botteghe passate per secoli di padre in figlio; corridoi di supermercati anziché la lunga e rassicurante fila di negozietti di un tempo. Sébastien, suo figlio, vive a Londra, dove continua a trascurarla e a non condividere con lei pensieri e affetti. Il giorno in cui, dopo il secondo ictus, suo marito se n'è andato, Adele ha pianto, ma soltanto perché si è sentita colpevolmente sollevata. Era diventato irriconoscibile, come "una statua con gli occhi strabuzzati", ha osato confessare a Martha, la giovane donna che vive con la figlia di tre anni nell'appartamento affianco al suo. Fino a qualche tempo fa Martha era sposata e, da agente immobiliare, aveva la testa piena di nozioni di estimo, norme di diritto, leggi fiscali, regolamenti edilizi. Poi divorzio e disoccupazione hanno vinto per lei ogni altra combinazione di problemi. Adele, Martha, Eline: tre donne sole e inquiete, alla ricerca di un posto del mondo dove stare e ritrovarsi o, come dice la più piccola delle tre, di una strada che le riporti a casa. La solitudine sembrerebbe irrimediabile, se l'amore non facesse nuovamente irruzione nella loro vita a indicare che è nel cuore che c'è una strada per Parigi.

Una cosa che volevo dirti da un po’ - Alice Munro
Einaudi - 29 novembre 2016
P. 280 - 19.50 €
Queste storie sono accomunate da riflessioni postume su un passato che tramanda i suoi misteri senza risolvere rancori, invidie e amori complicati e cattivi. Senza nessuna garanzia che gli anni possano spegnere gli incendi della giovinezza, che non smettono di consumare l'ossigeno delle relazioni. Quella tra le sorelle Et e Char, per esempio, avvinghiate l'una all'altra più dal risentimento che dall'affetto, o quella tra Val e Cam, in "Perdono di famiglia", dove l'insofferenza della sorella per l'eterna accoglienza benevola riservata dalla madre al figliol prodigo, si risolve nella rivendicazione del diritto a non perdonare, mai. Nel racconto finale dilaga l'acqua torbida e scura del rapporto tra madre e figlia: "La valle dell'Ottawa" è costruito come un collage, una sorta di album di famiglia per quadri successivi e per viaggi paralleli nel passato. Un racconto ambizioso per complessità di struttura e profondità di analisi, ma soprattutto, come oggi sappiamo, la promessa di altre storie a venire...

L'ultima famiglia di Istanbul - Ayse Kulin
Newton Compton Editore - 3 novembre
P. 304 - 12 €
19 gennaio 1995. Il corpo senza vita di Aylin Devrimel Nadowlsky Goldberg viene ritrovato nel suo giardino.
La sua scomparsa è uno shock: Aylin era una persona ammirata e piena di talento, chi può aver voluto la sua morte? Chi, fra le molte persone che ha aiutato, le poche che ha ferito, e quelle che ha abbandonato può essersi trasformato in un assassino?
Nel corso della sua vita, Aylin è stata molte cose: un’esile e timida ragazzina, una bellissima giovane donna, la sposa di un dispotico principe libico, un’ambiziosa studentessa di medicina. È stata una seduttrice, un’insegnante, una stimata psichiatra e un tenente colonnello dell’esercito americano. Ma soprattutto ha amato con tutta se stessa e ha perseguito la verità e la felicità senza arrendersi mai. Perché in ogni ruolo che si è trovata a ricoprire, Aylin ha messo il suo cuore, la sua mente, la sua anima.

Una vita straordinaria, piena di passione e di avventura, che si è conclusa troppo presto…

Racconti del mistero di Charles Dickens - Nero Dickens
Marsilio - 3 novembre 2016
P. 208 - 15 €
Seppur non manchino spettri e stregate visioni, non è il soprannaturale di per sé il segno forte di questi racconti di Dickens, ma piuttosto il mistero: mistero di passioni devastanti e maniacali ossessioni, oscuri ed enigmatici presagi di un destino incombente o torturanti memorie di un passato lontano. E ancora, mistero di parole che tornano implacabili a scandire i tempi della vita e i percorsi del racconto, mistero di sguardi e gesti indecifrabili - coprirsi gli occhi con un braccio, seguire compulsivamente con la mano le fibre di una stuoia -, di strani anomali personaggi e di ambigue storie in cui si sfuma il confine tra realtà e allucinazione, ragione e follia, vita e morte. Storie tanto più inquietanti quanto più calate in quel contesto, e linguaggio, “realistico”, di cui Dickens è maestro insuperabile, che puntualmente viene smantellato nelle sue labili, illusorie certezze. Alla forza immaginativa di questo contrasto contribuisce il particolare genere di molti dei testi qui presentati, che sono brevi narrazioni in sé compiute inserite nei romanzi (Il Circolo Pickwick, La piccola Dorrit, Un racconto di due città), con la funzione di spezzare il flusso del reale e, quasi inavvertitamente, passare il testimone da personaggi realistici, comici o convenzionali, a cupe, spettrali figure della trasgressione: pazzi, assassini, padri maledetti e crudeli, spose dementi e disperate. Unico racconto autonomo a tutti gli effetti è lo splendido Linea secondaria nr. 1. Il casellante, da molti considerato il più bello di Dickens: il tetro buco nero della galleria ferroviaria sul quale balugina a tratti una tetra luce rossa a segnalare un pericolo sconosciuto e palpabile, fantasmatico e reale, può ben essere assunto a immagine-simbolo dello spazio in cui si muovono questi racconti, e in cui vertiginosamente si confondono le nostre luci e le nostre ombre.

Hygge - Louisa Thomsen Brits
Sperling&Kupfer - 29 novembre 2016
P. 192 - 15.90 €
Cosa c’è di più bello che accoccolarsi sulla propria poltrona preferita, nel tepore di una coperta sorseggiando cioccolata alla cannella? Oppure di preparare una cena per gli amici, piatti semplici, una composizione floreale come centrotavola e la luce soffusa delle candele? Questo è Hygge, l’antica tradizione danese che rende speciale ogni luogo e ogni momento, creando un senso di intimità e comfort.
In questo libro è racchiuso il segreto del viver bene: tanti consigli e suggerimenti per riscoprire i piaceri quotidiani, gustarsi l’attimo e scandire la giornata con innocenti (ma piacevolissime) coccole.

Max un eroe per amico - Jennifer Li Shotz
Sperling&Kupfer - 29 novembre 2016
P. 240 - 18.90 €
Quando il fratello maggiore Kyle viene ucciso in Afghanistan, il giovane Justin non riesce a crederci. Ma il fratello ha lasciato qualcosa dietro di sé, o meglio qualcuno… Max, il cane che era con lui sul campo di battaglia e che ora, traumatizzato dalla morte della sua guida, non è più in grado di prestare servizio. Max viene quindi mandato in America e adottato dalla famiglia del ragazzo. Tra Max e Justin si crea presto un intenso legame e i due imparano a fidarsi l’uno dell’altro. È l’inizio di un’amicizia speciale e un’avventura adrenalinica, che porterà alla luce ciò che è realmente accaduto a Kyle in Afghanistan.

Fazi Editore - 10 novembre 2016
P. 324 - 10.50 €
A oltre vent’anni dalla morte di John Williams, i suoi romanzi sono amati da milioni di persone nel mondo e considerati fra i migliori esemplari di narrativa americana del ventesimo secolo, tanto che i lettori iniziano a chiedersi: che storia si nasconde dietro a Stoner? Chi è l’uomo che scrisse questo romanzo perfetto?
«A volte basta guardare una persona per sapere quanto sia stata interessante la sua vita», osserva Anne Marie Candido, la curatrice delle carte di John Williams. E con il tempo il volto dello scrittore si era riempito di rughe, segni inequivocabili di una vita piena e sofferta e di una quotidiana ed estenuante lotta per essere riconosciuto come romanziere.
Probabilmente con Stoner Williams ha voluto esorcizzare la sua paura di morire nell’anonimato, come accade al protagonista del suo capolavoro: un ragazzo di campagna del Missouri che diventa professore, si accontenta di una vita senza scossoni e mantiene un atteggiamento di passiva e serena accettazione per tutto ciò che accade. Williams invece è il contrario: anch’egli di estrazione contadina, procede ostinatamente in salita e non demorde. Il romanziere e il suo doppio sono entrambi infelici ma, se Stoner è un tipo accomodante e comprensivo, Williams ha invece un carattere impossibile ed è ossessionato da un unico pensiero: essere preso sul serio come artista. Il paradosso che gli si para davanti è che, proprio quando la strada si spiana e il suo talento pare trovare il pubblico riconoscimento, lui non ha più molto da dare e da dire: ha già speso le sue energie migliori e si richiude in una spirale di autodistruzione, tra alcol, fumo e risentimento nei confronti del mondo letterario e di quello accademico.
Attraverso una biografia meticolosa, coinvolgente e ben scritta, possiamo finalmente scoprire chi è l’uomo che sta dietro a un’opera straordinaria come Stoner, ma anche ad altri tre ottimi romanzi, Nulla, solo la notte, Butcher’s Crossing e Augustus, con il rimpianto di avergli riconosciuto la gloria troppo tardi ma con la consapevolezza di aver scoperto un piccolo e discreto eroe dei nostri giorni.

Mary Lavelle - Kate O'Brian
Fazi Editore - 10 novembre 2016
P. 324 - 18.50 €
Irlanda, 1922. La giovane Mary Lavelle intraprende un lungo viaggio per raggiungere Altorno, in Spagna, dove l’attende un incarico di istitutrice e insegnante di inglese presso la famiglia Areavaga. La decisione del fidanzato John di rimandare le nozze, in attesa di una più soddisfacente stabilità economica, è solo il pretesto della partenza. La verità è che Mary intende seguire, finalmente, l’impulso all’indipendenza, e la Spagna risponde perfettamente al suo bisogno d’avventura. I colori sconvolgenti del paesaggio, il carattere misterioso e infuocato degli abitanti, l’eleganza e il sangue della corrida colpiscono profondamente la giovane, iniziata ai misteri dell’affascinante paese del Sud dal circolo delle “miss” irlandesi che vi abitano da molti anni. Una di loro le confesserà di amarla, in due pagine di sincera intensità che, nel 1936, costarono al libro la censura immediata. Ma Mary è destinata a ricambiare, con grande sensualità, l’amore di Juanito, il figlio sposato degli Areavaga, provocando lo scandalo che segnerà la vita di tutti.

Le cure domestiche - Marilynne Robinson
Einaudi - 15 novembre 2016
P. 208 - 15.80 €
Quando le acque gelide del lago di Fingerbone si chiudono su un'altra anima, in città a occuparsi di Ruth e Lucille, le due bambine rimaste orfane, torna la giovane zia Sylvie. Sylvie indossa abitini leggeri sotto il cappotto informe, ama la luce e gli spazi aperti e viaggia per l'America sui treni merci. Sa che il miglior antidoto alla perdita è non avere e crede che la casa sia piú un luogo dell'anima che di regole e mattoni.



Il maestro delle ombre - Donato Carrisi
Longanesi - novembre 2016
P. 400 - 18.60 €
Marcus, il cacciatore del buio, questa volta dovrà combattere contro il tempo e contro un male oscuro, che paralizza la città eterna e nega agli uomini la verità e la luce. Una Roma così buia non l'avete mai vista - Fu il primo dei tribunali della Curia romana ecclesiastica, ed è istituito per le questioni di coscienza. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando per autorità di Innocenzo IV i penitenzieri di Roma si costituirono in collegio sotto la presidenza di un cardinale. Il suo potere giurisdizionale variò secondo i tempi, ma è certo che la Penitenzieria si sia occupata e continui ad occuparsi di cose oscure, indicibili e pericolose. Come fu in epoca controriformista per le suppliche dei condannati a morte per stregoneria. La Santa Penitenzieria Apostolica è anche altrimenti conosciuta come: il tribunale delle anime. E' qui che Bene e Male giocano la loro partita con il destino degli uomini. Il tribunale infatti si occupa dell'archivio criminale più imponente che esista al mondo, quello delle confessioni dei peccati più gravi. E' per questo che esistono i penitenzieri: sono loro la presenza segreta su molte scene del crimine, sono loro che sono alla costante ricerca di ciò che l'occhio di un semplice detective non può scorgere. Un'anomalia.

Il labirinto degli spiriti - Carlos Ruiz Zafòn
Mondadori - novembre 2016
P. 832 - 23 €
Barcellona, fine anni '50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell'enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un'anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. Dodici anni dopo L'ombra del vento, Carlos Ruiz Zafón torna con un'opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo inebriante, fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l'apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l'arte di raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita. Carlos Ruiz Zafón è uno degli scrittori più conosciuti nel panorama della letteratura internazionale dei nostri giorni e l'autore spagnolo più letto in tutto il mondo dopo Cervantes. Le sue opere sono state tradotte in più di cinquanta lingue. Ha cominciato la sua carriera nel 1993 con un libro per ragazzi, Il Principe della Nebbia, che, insieme al Palazzo della Mezzanotte e alle Luci di settembre, forma la "Trilogia della Nebbia". A questa serie è seguito poi Marina. Nel 2001 ha pubblicato L'ombra del vento (Mondadori, 2004), il primo romanzo della saga del Cimitero dei Libri Dimenticati, che comprende Il gioco dell'angelo, Il Prigioniero del Cielo e Il Labirinto degli Spiriti: un universo letterario che si è trasformato in uno dei più grandi fenomeni editoriali dei cinque continenti. I suoi romanzi, in Italia, sono tutti pubblicati da Mondadori.

Caino - Elisabetta Cametti
Cairo - 10 novembre 2016
P. 480 - 18.90 €
Veronika Evans, discussa fotoreporter delle nobili cause, non vuole più saperne di collaborare con il NYPD: ha ancora negli occhi la scia di sangue dell’ultima indagine, l’orrore della verità nel cuore. Per rimettere insieme i pezzi, è volata in Groenlandia a documentare la silenziosa mattanza delle foche, ma il passato la raggiunge anche dall’altra parte del mondo.
Fisher, il capo del Detective Bureau, ha bisogno di lei a New York: sotto i leoni di pietra della Public Library è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Seduta, truccata, in abito da sera: una scena del crimine che sembra un’installazione contemporanea. Sono i giorni della 35esima Esposizione Internazionale di Arte Moderna, in cui si festeggia il gemellaggio artistico tra New York e la Biennale di Venezia. Nella schiera di artisti famosi, uno si è trasformato in killer per realizzare un capolavoro senza precedenti. Firma gli omicidi con degli enigmi che conducono a un altro serial killer, dietro le sbarre di un carcere di massima sicurezza in attesa di essere giustiziato. Ma pronto a mettere in atto la propria vendetta.
Due assassini, due modus operandi. Un solo legame: una donna scomparsa a Londra da oltre un decennio.
Quando il quadro indiziario sembra delinearsi, tra le pieghe della strategia omicida spunta la vera minaccia: un piano criminale più esteso, che somma moventi differenti e coinvolge altri killer. Follower. Uniti dallo stesso passato e determinati a fare in modo che il 29 diventi una data da ricordare. A New York, in Virginia e a Venezia. Perché è il giorno dell’esecuzione, della vendetta. Della strage.

Rifondata sulla bellezza - Emilio Casalini
Spino Editore - 2016
P. 208 - 12 €
Dobbiamo togliere la polvere dalle mensole della nostra storia e far risplendere di luce naturale ciò che vi è sopra. Luce autentica, non artificiale. È la nostra identità. Dobbiamo esserne anche pienamente consapevoli, in modo che ci venga spontaneo raccontarlo in modo naturale e affascinante, perché è la nostra coscienza. E infine è necessario capire che l’ospite è sacro, va trattato come noi vorremmo essere trattati. Accolto in un ambiente pulito, ordinato, come quando un ospite importante entra in casa nostra e noi sistemiamo con cura le sedie, i cuscini sul divano, laviamo i piatti, diamo una pulita al pavimento e gettiamo la spazzatura. Eccole qui le chiavi per far funzionare il turismo: identità, coscienza e rispetto.

E ora ditemi lettori, quale titolo ha attirato la vostra attenzione?
Aspetto di sapere cosa regalerete e cosa VI regalerete!



















mercoledì 12 ottobre 2016

Novità libresche #14 e Segnalazione

Buongiorno lettori, oggi il tempo mi sfugge di mano e non posso dilungarmi come solitamente mi piace fare, quindi andiamo al sodo, di seguito trovate le uscite di ottobre che hanno attirato la mia attenzione, date un'occhiata, giudicate e lasciate il vostro pensiero, vi leggerò con piacere!
Ricettario amoroso di una pasticciera in fuga - Louise Miller
Sonzogno - 13 ottobre 2016
P. 320 - 17.50 €
Gli chef, si sa, hanno un brutto carattere. E non tutte le ciambelle riescono col buco. Eppure Olivia Rawlings, rinomata pasticciera del più esclusivo club di Boston, sembra fare eccezione: con le sue forme abbondanti e i capelli tinti di viola, colleziona un successo dietro l’altro, concedendosi a servizi giornalistici e apparizioni televisive, nonché a una relazione clandestina col suo datore di lavoro, padre di famiglia.  Una vita dolce e piena di sapore, almeno fino al giorno della festa per i 150 anni del club, quando Olivia, sotto gli occhi di tutti, incendia non solo la torta flambé ma l’intero locale. La sua carriera è – letteralmente – in fumo, e le tocca abbandonare il glamour della metropoli per rifugiarsi a Guthrie, uno sperduto paesino del Vermont, patria di musiche e balli folkloristici. Immersa nella vita di provincia in compagnia del cane Salty, Olivia crede di ritrovare la tranquillità necessaria per riordinare le idee. Tanto più che la burbera Margaret la assume come pasticciera nella propria locanda. Per una cittadina come lei, la casetta con veranda, il frutteto, la fragranza dei cibi genuini e le serate danzanti con la band del luogo sono un vero idillio. E l’incontro con Martin, tornato da Seattle per accudire il padre malato, la persuade di non essere più così sola al mondo. Ben presto, però, qualcosa si incrina: nel piccolo paese i pettegolezzi cominciano a girare e la nuova arrivata, dipinta come una rovinafamiglie, ne è l’oggetto preferito. Fino a quando una visita a sorpresa getterà il villaggio nello scompiglio e Olivia si troverà a dover decidere se continuare a scappare o impastare gli ingredienti che la vita sembra offrirle. E magari scoprire che quel che vuole davvero non è come lo immaginava, ma addirittura migliore.

Gli eredi della terra - Idelfonso Falcones
Longanesi - 3 ottobre 2016
P. 912 - 22 €
Barcellona, 1387. Arnau Estanyol, dopo le mille traversie che hanno segnato la sua vita e la costruzione della grandiosa Cattedrale del Mare, è ormai uno dei più stimati notabili di Barcellona. Giunto in città ancora in fasce e stretto tra le braccia del padre, un misero bracciante, nessuno sa meglio di lui quanto Barcellona possa essere dura e ingiusta con gli umili. Tanto che oggi è amministratore del Piatto dei Poveri, un’istituzione benefica della Cattedrale del Mare che offre sostegno ai più bisognosi mediante le rendite di vigneti, palazzi, botteghe e tributi, ma anche grazie alle elemosine che lo stesso Arnau si incarica di raccogliere per le strade. Sembra però che la città pretenda da lui il sacrificio estremo. Ed è proprio dalla chiesa tanto cara ad Arnau a giungere il segnale d’allarme. Le campane di Santa Maria del Mar risuonano in tutto il quartiere della Ribera; rintocchi a lutto, che annunciano la morte di re Pietro... Ad ascoltare quei suoni con particolare attenzione c’è un ragazzino di soli dodici anni. Si chiama Hugo Llor, è figlio di un uomo che ha perso la vita in mare, e ha trovato lavoro nei cantieri navali grazie al generoso interessamento di Arnau. Ma i suoi sogni di diventare un maestro d’ascia e costruire le splendide navi che per ora guarda soltanto dalla spiaggia si infrangono contro una realtà spietata. Al seguito dell’erede di Pietro, Giovanni, tornano in città i Puig, storici nemici di Arnau: finalmente hanno l’occasione di mettere in atto una vendetta che covano da anni, tanto sanguinosa quanto ignobile… Da quel momento, la vita di Hugo oscillerà tra la lealtà a Bernat, l’unico figlio di Arnau, e la necessità di sopravvivere.

Lo schiavista - Paul Beatty
Fazi Editore - 13 ottobre 2016
P. 370 - 18.50 €
«So che detto da un nero è difficile da credere, ma non ho mai rubato niente. Non ho mai evaso le tasse, non ho mai barato a carte. Non sono mai entrato al cinema a scrocco, non ho mai mancato di ridare indietro il resto in eccesso a un cassiere di supermercato».
Questo l’inizio della storia di Bonbon. Nato a Dickens – ghetto alla periferia di Los Angeles – il nostro protagonista è rassegnato al destino infame di un nero della lower-middle-class. Cresciuto da un padre single, controverso sociologo, ha trascorso l’infanzia prestandosi come soggetto per una serie di improbabili esperimenti sulla razza: studi pionieristici di portata epocale, che certamente, prima o poi, avrebbero risolto i problemi economici della famiglia. Ma quando il padre viene ucciso dalla polizia in una sparatoria, l’unico suo lascito è il conto del funerale low cost. E le umiliazioni per Bonbon non sono finite: la gentrificazione dilaga, e Dickens, fonte di grande imbarazzo per la California, viene letteralmente cancellata dalle carte geografiche. È troppo: dopo aver arruolato il più famoso residente della città – Hominy Jenkins, celebre protagonista della serie Simpatiche canaglie ormai caduto in disgrazia –, Bonbon dà inizio all’ennesimo esperimento lanciandosi nella più oltraggiosa delle azioni concepibili: ripristinare la schiavitù e la segregazione razziale nel ghetto. Idea grazie alla quale finisce davanti alla Corte Suprema.
Una satira pungente sulla razza, la vita urbana e la giustizia sociale. Un’esplosione di comicità, provocazione e prosa brillante da uno degli scrittori più audaci d’America, che con questo romanzo si è aggiudicato il National Book Critics Circle Award 2016 ed è stato incluso nella rosa dei finalisti del Man Booker Prize 2016.

Non tutto non si dimentica  - Wendy Walker
Casa Editrice Nord - 6 ottobre 2016
P. 368 - 16.90 €
Tutti sanno che cos'è successo a Jenny Kramer quella sera: dopo una festa, Jenny è stata aggredita da un uomo, che è poi fuggito senza lasciare traccia. Tutti lo sanno, tranne lei. Perché Jenny è stata sottoposta a una cura farmacologica sperimentale, che le ha cancellato dalla memoria quella terribile esperienza.
Secondo il dottor Forrester, il terapeuta di Jenny, la ragazza non ha scelta: deve recuperare i ricordi di quella sera, anche a costo di riportare alla luce delle verità che gettano più di un'ombra sulla superficie perfetta di quella tranquilla cittadina di provincia…


Ti devo un ritorno - Niccolò Agliardi
Salani - 6 ottobre 2016
P. 216 - 14.90 €
«Da tutti i libri che ho letto e da tutti i film che mi sono piaciuti, ho imparato che certe belle storie nascono da un’ingiustizia. Anche io, allora, avevo un inizio potente. Mi mancava il resto».
 Pietro ha trentadue anni, ma è ancora un uomo a metà. Surfista mancato, annaspa fra i sentimenti e le paure, senza riuscire a dare una direzione alla propria vita. La morte improvvisa del padre agisce come un detonatore e lo spinge a lasciare Milano e a rifugiarsi in un paesino delle Azzorre, perché «solo partendo s’impara a perdere autobus, aerei e persone, restando vivi lo stesso». Qui incontra Vasco, un diciottenne con cui costruisce un rapporto simile a quello tra padre e figlio, un’amicizia in cui può dimostrare di essere un uomo sicuro, maturo e protettivo. Ma un naufragio porta sull’isola un carico di cocaina che stravolge la vita degli abitanti e mette Pietro davanti a scelte importanti, per il suo amico e soprattutto per se stesso. Dopo aver conquistato con i suoi testi il panorama musicale italiano, Niccolò Agliardi esordisce in libreria con il suo primo romanzo: una scrittura diretta e poetica al tempo stesso, che sa descrivere con parole semplici ciò che le parole di solito non riescono a dire.

Il giardino dei fiori segreti - Cristina Caboni
Garzanti - 20 ottobre 2016
P. 330 - 16.90 €
Londra, Chelsea Flower Show, la più grande mostra di fiori del mondo. Sotto gli archi carichi di rose, Iris Donati è felice: fra le piante si sente a casa. Una casa vera, quella che non ha mai avuto, perché fin da piccola ha vissuto in giro per il mondo sola con il padre. Mentre si china per osservare meglio una composizione, Iris rimane paralizzata. Si trova di fronte due occhi uguali ai suoi. Gli stessi capelli castani. Lo stesso viso. La ragazza che ha davanti è identica a lei. Viola è il suo nome. Anche lei ama i fiori e i suoi bouquet sono fra i più ricercati di Londra. Tutte le certezze di Iris crollano in un istante. Quella ragazza è la sua sorella gemella. Sono state divise da piccolissime, e per vent’anni nessuna delle due ha mai saputo dell’esistenza dell’altra. Perché? Ora che sono di nuovo riunite, Iris e Viola devono scoprirlo.
Il segreto si nasconde in Italia, a Volterra, dove sono nate. Tra viali di cipressi e verdi declivi, sorge un’antica dimora circondata da un giardino sconfinato. È qui che i Donati vivono da generazioni. Ed è qui che Giulia Donati, la loro nonna, le aspetta. Solo lei può spiegare davvero perché sono state separate e aiutarle a trovare il sentiero giusto per compiere il loro destino. Iris e Viola non lo sanno, ma ogni coppia di gemelle della famiglia, da secoli, ha un compito da svolgere per salvaguardare la sopravvivenza del giardino. Devono imparare cosa significa prendersene cura, e soprattutto devono capire il suo grande potere: quello di curare l’anima. Ma c’è un mistero che affonda le radici nel passato della famiglia Donati, e che sta uccidendo il giardino. Solo Iris e Viola possono salvarlo. C’è una rosa nascosta che può spiegare tutto: perché è attraverso le spine che nasce il cuore più prezioso.

La bottiglia magica - Stefano Benni
Lizard - 6 ottobre 2016
P. 224 - 18 €
Pin è figlio di un pescatore di nome Jep e spera di diventare ricco emigrando nel Diladalmar. Alina è rinchiusa nel collegio high-tech di Villa Hapatia, il suo sogno è fare la scrittrice. Lui ha un bel nasone e un topo per amico; lei si accompagna a un gatto (wifi) con un largo sorriso. Vi ricordano qualcuno? I loro destini si mescolano grazie alla bottiglia magica che Alina ha affidato all'acqua. È Pin a trovarla e così comincia per entrambi un viaggio di terrore e meraviglia, fatto di incontri rocamboleschi, fughe a perdifiato, prodigiosi capovolgimenti. Pin deve affrontare rapper e fate muscolose, una traversata con scafisti dalle sembianze di un gatto e una volpe, poi tanti altri amici e nemici. Alina, invece, scappando dalla preside Queen Fascion e dal crudele cuoco Monsterchef, nei sotterranei della scuola scopre un terribile segreto: qualcuno vuole cancellare ogni forma di diversità e fantasia. Riusciranno i nostri eroi a incontrarsi e rovesciare un futuro già scritto?

Orfani bianchi - Antonio Manzini
Chiarelettere - 20 ottobre 2016
P. 256 - 16 €
Tra la Moldavia e Roma, due mondi a confronto, un destino duro e crudele, la forza e la bellezza di chi sceglie di lottare, di non mollare. Dagli occhi di una straniera il ritratto di come siamo fatti, il sentimento della nostra epoca. L'interno di una buona famiglia borghese italiana... La tragedia di una madre lontana da suo figlio, qui in Italia ad aiutare per lavoro un'altra persona. Il distacco, la nuova famiglia, l'amore. L'incontro con la sofferenza, la voglia di vivere e le contraddizioni di una condizione comune a tante donne, mamme, famiglie.

Scomparsa - Joice Carol Oates
Mondadori - 11 ottobre 2016
P. 468 - 25 €
In una foresta dove i pini si susseguono all'infinito e le pendici cadono a picco ci si può perdere. Ma Cressida Mayfield, diciannove anni, non si è persa. Attorno alla mezzanotte del 9 luglio è stata vista in compagnia di Brett Kincaid, caporale dell'esercito rientrato dall'Iraq ed ex fidanzato della sorella Juliet, poi scomparsa "con l'apparente facilità con cui un serpente contorcendosi si libera della pelle ormai secca e logora". L'intera comunità della piccola cittadina di Carthage inizia una ricerca frenetica della ragazza e di un colpevole. Ma, mentre le piste finiscono una dopo l'altra in un vicolo cieco, la superficie molto perbene della città inizia a mostrare le prime crepe. Chi sono davvero Zeno e Arlette, i genitori della ragazza scomparsa? E la sorella Juliet è proprio la figlia serena e solare, facile da amare, che tutti conoscono? Perché lei e Brett hanno rotto il fidanzamento al suo ritorno dalla guerra? Fantasmi e segreti spaventosi sembrano incombere dai luoghi remoti dell'animo di molti cittadini di Carthage, inquietanti e mai esplorati come i boschi fitti di quella foresta così vicina ai borghesissimi quartieri residenziali. Cressida Mayfield è una figlia ombrosa, troppo intelligente, dotata di una ferocia puritana che l'ha tenuta lontana dagli uomini, ma è davvero solo questo? Perché i genitori hanno scelto per lei un nome così strano che suona come una maledizione, "Cressida, la donna che nessuno ama"? Joyce Carol Oates torna a toccare i temi che ossessionano la sua migliore narrativa: l'ipocrisia delle piccole comunità pronte a coprire i peggiori segreti e la capacità umana di abbandonarsi alla violenza, e lo fa mettendo sotto la sua precisissima lente di scrittore il dramma di una famiglia che pensa di aver perso la propria figlia, la solitudine di un ragazzo che deve affrontare da solo gli incubi della guerra e il bisogno di una ragazza di esiliarsi dalla propria famiglia per cercare una possibile redenzione.

Scherzetto - Domenico Starnone
Einaudi - 11 ottobre 2016
P. 176 - 17.50 €
Immaginatevi un duello. A fronteggiarsi ci sono due maschi, sangue dello stesso sangue. Il piú alto ha superato i settant'anni, è un noto illustratore, vive da molto tempo in assoluta solitudine. Il piú piccolo è una peste di quattro anni che parla come un libro stampato: un nipote visto sí e no due volte, affidato alle cure del nonno per tre giorni interi. Tra quattro mura e un balcone, nell'arco di settantadue ore, si svolge questo racconto affilato, un esemplare «scherzetto» da camera in cui convivono la rabbia di invecchiare e la fiducia nel futuro.
I genitori del piccolo Mario devono partire per un convegno, o forse semplicemente prendersi il tempo per capire se il loro matrimonio è arrivato al capolinea. Perciò il bambino viene lasciato alle cure di un nonno praticamente sconosciuto, un vecchio illustratore, burbero e affaccendato, che vive da molti anni a Milano. Tra quattro mura e un balcone, nell'arco di settantadue ore si svolge questo racconto affilato, il perfido e divertente scontro tra un nonno stanco e distratto e un piccolo gendarme petulante e vitalissimo. Nella partita che si gioca fra loro, tra alleanze, rivalità e giochi non sempre divertenti, è la vita che si specchia in tutte le sue forme: la vita trascorsa e quella in potenza, la vita dura e beffarda di Napoli che riaccoglie l'uomo dopo tanti anni, la vita della casa che sembra risvegliarsi piano piano, piena di echi e di fantasmi. Dopo il successo di Lacci, uno dei maestri della letteratura contemporanea torna a raccontare la durezza dei legami famigliari. E lo fa con un romanzo tesissimo, che ci fa sorridere continuamente ma non ci risparmia la dissezione precisa delle nostre paure, del nostro smarrimento di fronte alla tenacia della vita dentro e dopo di noi.

Io sono con te - Melania G. Mazzucco
Einaudi - 25 ottobre 2016
P. 264 - 17.50 €
Brigitte arriva alla stazione Termini un giorno di fine gennaio. Addosso ha dei vestiti leggeri, ha freddo, fame, non sa nemmeno bene in che Paese si trova. È fuggita precipitosamente dal Congo, scaricata poi come un pacco ingombrante. La stazione di Roma diventa il suo dormitorio, la spazzatura la sua cena. Eppure era un'infermiera, madre di quattro figli che ora non sa nemmeno se sono ancora vivi.Quando è ormai totalmente alla deriva l'avvicina un uomo, le rivolge la parola, le scarabocchia sul tovagliolo un indirizzo: è quello del Centro Astalli, lì troverà un pasto, calore umano e tutto l'aiuto che le serve. Di fatto è un nuovo inizio, ma è anche l'inizio di una nuova odissea.

Io sono con te è un libro raro e necessario per molte ragioni: è la storia di un incontro e di un riconoscimento, di un calvario e una rinascita, la descrizione di un'Italia insieme inospitale e accoglientissima, politicamente inadeguata e piena di realtà e persone miracolose.

La logica del lupo - Alex Lake
Neri Pozza - 20 ottobre 2016
P. 400 pagine - 18,00 € 
Julia Crowne, avvocato divorzista, un matrimonio giunto ormai al capolinea, un’esistenza divisa tra l’essere una brava madre e una valente professionista, è alla guida della sua Volkswagen Golf diretta alla scuola della figlia. È in ritardo. L’incontro tra una sua assistita e la controparte si è protratto più del previsto, e Julia immagina già con ansia lo sguardo severo e seccato con cui la maestra di Anna, la sua bambina, l’accoglierà all’uscita della scuola. Minuta, capelli scuri, zainetto di Dora l’esploratrice sulle spalle e scarpette di pelle nera ai piedi, Anna varca i cancelli dell’istituto con i compagni e si guarda intorno in cerca di sua madre. Qualcuno la osserva. Qualcuno che dapprima si chiede come si possa essere così negligenti da lasciare sola una bimba di cinque anni, e poi agisce con risolutezza. Rapisce la bimba, la porta via con la logica di chi non si pone problemi riguardo a cosa è giusto o ingiusto, con la logica… del lupo che sbrana l’agnello senza alcun rimorso.
Trascorreranno ore angosciose in cui la polizia brancolerà nel buio e la tensione tra Juliae suo marito Brian, alimentata da rivelazioni scottanti sulla vita privata della giovane donna, rivelazioni misteriosamente pervenute alla stampa, giungerà a un punto di non ritorno. Finché un giorno non ricomparirà la piccola Anna, senza alcun segno di violenza addosso, senza ricordo del tempo della sua sparizione, se non la vaga memoria di una grande casa delle bambole in cui le parrà di aver dormito. Una ricomparsa inspiegabile per la logica comune, ma non per quella di un lupo, e dei suoi scopi perversi e crudeli.

Segnalazione
TRAMA:
1918. La vita di Alessandro Bonforte è ad un bivio: la guerra sembra essere ormai un ricordo ed ha la possibilità di cominciare una nuova vita. Ma è veramente tutto come sembra? Si trova alla stazione di Milano, lì avrà inizio il suo viaggio. Qual è la sua destinazione? Lentamente i ricordi e le visioni prendono il sopravvento, modificando la percezione della sua oggettività e dimostrando che forse le cicatrici dell’esperienza al fronte non sono affatto sanate. Ciò che è rimasto incompiuto per via della chiamata alle armi del giovane sembra ora pretendere di essere ascoltato, vuole manifestarsi, e lo fa per mezzo di un esercito di spiriti inquieti verso i quali il tormentato ex-soldato prova diversi tipi di emozioni, fra le amarezze di un sogno d’amore incompiuto ed i rimorsi di quanto accaduto negli anni di guerra. Qual è la realtà? Cos’è la realtà?
DATI:
Titolo: Il canto degli inquieti spiriti
Editore: goWare, 2016
Pagine: 104
Genere: Narrativa contemporanea/Romanzo storico
Collana: Pesci Rossi (Historia)
Data di uscita: 2 settembre 2016
Scheda del libro: http://www.goware-apps.com/il-canto-degli-inquieti-spiriti-alessio-fabbri/
Versioni: Cartaceo, eBook, AudioLibro
Acquisto Cartaceo: https://www.amazon.it/Il-canto-degli-inquieti-spiriti/dp/8867976176/
Preordine eBook: Amazon, amzn.to/2b3jsae - iTunes, apple.co/2aiHbWT
Il mio sito: www.alessiofabbri.it
BIOGRAFIA:
Alessio Fabbri, (nato a Lugo di Romagna nel 1981) è laureato in Lingue e letterature straniere e in Studi culturali a Ferrara, è insegnante di Lingua inglese e appassionato ricercatore di storia e di genealogia. Ha esordito nel 2015 con il romanzo storico La magiara (Sillabe di Sale Editore) e nello stesso anno ha pubblicato le due raccolte di storie brevi Gli elementi dell’essere (Amazon, 2015) e Continuum (Amazon, 2015). Nel 2016 è uscito il romanzo breve Ciò che resta del silenzio (Youcanprint, 2016).

Sinossi
Cosa c’è di più sconfortante nello scoprire che dietro ogni ranocchio non si
nasconde quasi mai un principe azzurro? È una gran fatica doverne cercare
sempre di nuovi, possibilmente romantici, carini e… sani di mente! E se
nella vita reale la ricerca dell’uomo perfetto è sempre più complicata
perché non cambiare strategia e tuffarsi nel mare magnum degli incontri
online?
Anche qui, fra temporeggiatori, ardenti pompieri, “Omerd” e falsi
intellettuali, districarsi nella bufera dei sentimenti (e degli
appuntamenti) non è facile. Ma con un po’ di tenacia e qualche modifica alle
impostazioni di ricerca, forse l’uomo giusto potrebbe palesarsi.
Un dissacrante e caustico manuale di sopravvivenza per imparare a scovare,
tra tante mele marce, l’altra metà della mela, quella che combacia alla
perfezione.
ZE-Light e ZE-Pro: servizi zimbra per caselle con dominio email.it, per tutti i dettagli
http://posta.email.it/caselle-di-posta-z-email-it/?utm_campaign=email_Zimbra_102014=main_footer/f
http://adv.email.it/cgi-bin/foclick.cgi?mid=13326&d=4-10