martedì 24 maggio 2016

Recensione #55 "Il rumore delle cose che iniziano" di Evita Greco *Rizzoli*

Il rumore delle cose che iniziano - Evita Greco
Rizzoli - marzo 2016
Pagine 336 - Prezzo 18€
Sinossi: Cosa faresti se la tua bambina avesse paura di andare a scuola? Cosa le diresti per convincerla a farsi coraggio? Per la sua nipotina Ada, Teresa inventa un gioco: ogni volta che una cosa bella sembra finire, bisogna aguzzare le orecchie e prestare attenzione ai rumori. Solo così si possono riconoscere quelli delle cose che iniziano. Alcuni sono semplici e hanno dentro una magia speciale: un’orchestra che accorda gli strumenti, il vento in primavera, il tintinnio delle tazze riempite di caffè… Ma nella vita non sempre sappiamo riconoscere le cose belle. Quando perdiamo fiducia in noi stessi, quando qualcuno ci tradisce, o ci dice addio, sembra che nulla possa davvero iniziare. Ada ci pensa spesso, ora che nonna Teresa è ammalata. Nei corridoi dell’ospedale la paura di restare sola è così forte da toglierle il respiro, ma bastano due persone per ricordarle che si può ancora sorridere: Giulia, un’infermiera tutta d’un pezzo, e Matteo, che le regala margherite e la sorprende con una passione imprevista. Perché è proprio quando il mondo sembra voltarti le spalle che devi ascoltarne i rumori, e farti trovare pronta. Guardati intorno, allunga la strada, sbaglia a cuor leggero e ridi più spesso che puoi. Ogni volta che qualcosa finisce, da qualche parte ce n’è un’altra che inizia.

Io ho una grande fortuna, quella di avere un libraio che mi vuole bene, mi stima e che spesso mi regala qualche libro, è un affascinante e generoso Babbo Natale perenne.
Quello che recensisco stasera è il suo regalo di compleanno, il libro bello di Evita Greco che con il suo esordio malinconico ha saputo stupirmi e toccarmi il cuore.
"Vedi Ada, prima o poi le cose devono iniziare. 
Sono come le strade. 
Tu sei lì a pensare che una stia finendo, 
ma in realtà è un'altra che è appena cominciata".

Cos'è Il rumore delle cose che iniziano
E' il suono di ciò che finisce e lascia il posto a un nuovo inizio, a quel qualcosa che ieri non c'era e che invece da oggi bisogna affrontare. Se ti capita qualcosa di brutto, aspettati che una cosa bella si faccia strada, non sperare che le vecchie esperienze restino tali, perché senza dubbio verranno sostituite da esperienze mai fatte, le vecchie abitudini diventano nuove; ci saranno persone che se ne andranno e persone nuove che ne prenderanno il posto.  
Del resto la vita, quella bellissima stronza è fatta così, toglie e da.
La mia infanzia è stata serena ed equilibrata, con una mamma premurosa, sempre presente, che rimane anche oggi un punto fermo nella mia vita.
Cosa significhi crescere senza mamma io non lo so, ma lo sa Ada e grazie a lei ho capito molte cose.
Mio figlio Antonio, oggi quindicenne, abbandonato dal padre in tenera età, aveva il terrore che mi allontanassi da lui, quando uscivo per recarmi al lavoro la sua domanda è stata ogni giorno per molti anni: "Mamma torni?". 
Non ricordo una doccia, dopo un giorno lontani, senza i suoi occhi fissi su di me dal suo "osservatorio", lo sgabellino verde; non ricordo un'uscita con le amiche, non ricordo una notte senza il suo braccino avvinghiato al mio collo, non ricordo un suo saluto sereno vedendomi andar via, per molto tempo.
Una mattina, la mamma di Ada si sveglia credendo di avere di meglio da fare e decide di andarsene, affidando la sua bambina a nonna Teresa. 
Ada ha solo tre anni e non la rivedrà più la sua mamma.
Come condiziona la vita di un bambino un evento così traumatico? 
Tre anni sono pochi per capire tante cose, ma non per vestirsi di sensi di colpa e di abbandono.
Oggi Ada è una donna di ventisette anni che porta addosso i segni indelebili della separazione forzata dalla madre, è una donna dagli occhi come voragini che vuole occupare sempre meno spazio, che non trova il suo posto nel mondo, che si sente sempre la persona sbagliata nel luogo sbagliato, che osserva le immagini riflesse sui vetri, negli specchi, sembra tutto nuovo lì, fa meno paura e ha sfumature più belle.
E' convinta che le persone entrino nella sua vita comunque per andarsene, vive in un limbo di incertezza e insicurezza anche nei confronti dell'unico affetto che ha mai avuto, nonna Teresa, che nonostante l'onnipresenza e le rassicurazioni, non basta per stemperare il timore di Ada.
Teresa e il suo rossetto, le sue scarpe da ballo, i cartoncini dove annota le citazioni che le piacciono, le foto di Ada bambina, l'ulivo nel giardino di casa che è il simbolo della loro unione per la vita nell'abbandono, le sue premure, i suoi consigli...la sua malattia.
Teresa è ricoverata nel reparto di oncologia, Ada la assiste, osserva la sua immagine riflessa farsi sempre più esile e sempre più forte ascolta la disperazione che nasce dalla consapevolezza che una persona che ami sta per lasciarti sola.
Ma una fine non arriva mai senza un nuovo inizio, lo dice sempre nonna Teresa. 
E arriva Giulia, l'angelo custode che si prende cura di Teresa, una di quelle infermiere come ce ne sono poche, con le cuffiette colorate, una di quelle che a fine turno non scappa, che spiega con pazienza e con parole di conforto.
Lei e Ada sulle scale antincendio del reparto si scambiano confidenze, l'una con le sue certezze, l'altra con la sua inesperienza e le sue teorie particolari, punti di vista differenti, gesti tanto insignificanti per una, quanto importanti per l'altra, entrambe con qualcosa da dare e ricevere, entrambe sopraffatte da convinzioni che vacillano.
E poi arriva Matteo, l''immagine riflessa in una vetrata che si materializza in uno sguardo, in un fiore lasciato sul tavolino di un bar, in un invito a pranzo e in tanti incontri clandestini, abbracci e respiri essenziali. 
Matteo in quei momenti fugge dalla realtà, da un futuro che non sente suo, Ada invece fugge dalla solitudine, lo cerca un futuro, lo desidera.
Ecco le anime che abitano questa storia, le loro vite si intrecciano capaci di stupire, l'autrice dissemina indizi come briciole di pane, ma nascosti troppo bene cosicché anche una storia tanto chiara può celare un particolare che lascia sbigottiti.
L'autrice ha scelto di scrivere in terza persona, peculiarità che solitamente erige in me un piccolo muro, ma che in questo caso è stato abbattuto dalla semplicità e dalla veridicità della storia, che mi è entrata dentro con urgenza, come lo è la narrazione, tanto urgente nelle riflessioni quotidiane, nelle azioni pratiche che si riversano di getto tra le pagine, quanto pacata nel raccontare l'infanzia, la sindrome dell'abbandono, la dislessia, la delicatezza del primo amore e il rapporto meraviglioso tra nonna e nipote.
Una nonna speciale, che con coraggio prende il posto di una figura comunque insostituibile, che con carezze di conforto e parole incoraggianti guida una bimba insicura e impaurita verso la strada della vita, la osserva diventare una donna, le insegna ad amare, a non dare nulla per scontato, ad apprezzare le cose semplici e a camminare sulle sue gambe. 
Scrive per la sua Ada una lettera che è una musica soave e rassicurante, densa di verità, che io stessa custodirò come un tesoro e che mai mi stancherò di leggere.
Evita Greco mi ha fatta sentire meno sola nell'abbandono, per capire un figlio non è mai troppo tardi, e una motivazione ha il suo peso anche dopo tanti anni, perciò io dico grazie Evita, per aver avuto la forza di catturare questa storia e di donarla al mondo.
Una storia che fa un rumore bellissimo,
intrisa di malinconia,
amore e realtà, 
incisiva nella sua semplicità.

Lettori, se mai decideste di ascoltare "Il rumore delle cose che iniziano", fatelo con attenzione, con entrambe le orecchie e con tutte e due gli occhi, perché una lettura frettolosa non può che far sfumare l'essenza racchiusa nella storia, con la giusta calma sarà facile raggiungere quell'empatia che altrimenti andrebbe persa, e vi assicuro che sarebbe un vero peccato.
Buone letture e sogni d'oro

16 commenti:

  1. Ciao Cuore..
    So già che leggero questo libro e comincerò a piangere.
    Ma so anche che conserverò nel mio cuoricino tutte le emozioni che mi hai regalato con questo post, delicate e fortissime.
    Ti abbraccio forte
    Pepina

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    1. Pepina grazie, grazie mille! Ho cercato di mettere nero su bianco tutto ciò che ho provato durante la lettura e sono felice che le mie emozioni siano arrivate😃

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  2. Ciao Cuore, una recensione bellissima arricchita dal tuo vissuto. Un libro che mi piacerebbe leggere, tu dici di farlo con calma in modo da cogliere l'intimo che l'autrice vuole trasmetterci, forse è una di quelle letture che non mette tutti d'accordo..

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    1. Grazie Nunzia, credo che il vissuto conti molto nelle letture, ma sono fermamente convinta che chi legge gareggiando in continua competizione, che ritengo una cosa da persone sciocche e banali, spesso non è un grado di andare in profondità. Questo è il mio modesto parere.

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  3. Ciao cuore, mi hai commossa con questa recensione! Il passato che ti unisce a questa storia, quanto le parole di un libro ci avvicinano tanto alla realtà facendoci immedesimare nei protagonisti e provare quell' empatia di cui parli. Un romanzo da leggere e una recensione stupenda!

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    1. È vero Rosa c'è tanto del mio vissuto tra queste pagine, l'empatia è stata immediata. Grazie per aver apprezzato il mio pensiero.

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  4. Che bella trama e soprattutto una recensione davvero intensa!
    Non avevo ancora adocchiato questo libro, ma mi ispira moltissimo!!
    Grazie per avercelo fatto conoscere! :)

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    1. Grazie a te, la cosa più bella è proprio quando un lettore prende in considerazione un nostro consiglio!

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  5. Cuore.. Questa recensione ha qualcosa di speciale rispetto ad altre.. Ha qualcosa di te, qualcosa di molto profondo e per questo l'ho apprezzata ancora di più :) Riguardo al libro tratta tematiche che a me piacciono molto e penso che sarebbe una lettura davvero intensa ;)

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    1. Grazie Fede, mi piace condividere con voi un po' di me, soprattutto quando scopre libri come questo con cui entro in sintonia. Credo proprio che ti piacerebbe 😊

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  6. Che bella recensione....commovente ed intensa. Credo di non poterla leggere. Ancora oggi piango spesso, per aver vissuto tutto questo. Piango per l'assenza, e perché non c'è stato nessun angelo salvatore dopo. Forse un giorno sarò pronta...E allora magari mi concederò questa lettura, che sembra davvero splendida.
    Paola

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    1. Questi commenti così intimi mi toccano il cuore
      Grazie per avermi resa partecipe di un pezzetto della tua vita 💗

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  7. Ho letto la recensione e mi si sono riempiti gli occhi di lacrime...non ho potuto fare a meno di commentare così...succede questo con i libri, con chi scrive di libri, con chi sa cosa può succedere toccando determinate corde. Se dovessi spiegare a qualcuno perché hai scelto come nome per il blog "il cuore in un libro" gli direi di leggere quello che hai scritto riguardo questo romanzo.

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  8. Ciao Cuore,
    ho letto la prima pagina e la scrittura in terza persona mi blocca un po', ma penso che troverò il tempo e la voglia per andare oltre.
    Mi piacciono le cose che iniziano, ma sono poi particolarmente ostinata nel farle andare avanti.
    un saluto da Lea

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  9. Parole e immagini emozionanti, grazie per questa recensione in cui c'è un pezzetto di te <3

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