lunedì 6 marzo 2017

Recensione #83 "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee *Feltrinelli*

Il buio oltre la siepe - Harper Lee
Feltrinelli - 11 luglio 1960
P. 290 - 8.50 € - Scheda del libro

Alabama 1935. Maycomb, contea di Abbot.
Tom Robinson, viene accusato di aver aggredito e picchiato Mayella Ewell nella sua abitazione.
Atticus Finch è l'avvocato d'ufficio assegnato dal giudice Taylor per la difesa dell'imputato.
Molto semplice, lineare, attuale, senza grinze.
Il fatto è che le grinze ci sono eccome, e sono di quelle che anche ad una temperatura elevata non si distendono. Le notiamo, ma le osserviamo con indifferenza, oggi come allora.
Mayella Ewell, donna bianca, vive nei pressi della discarica di Maycomb con il padre Bob, un fannullone getto e violento, nella più totale povertà, il sussidio come unica fonte di sostentamento.
Tom Robinson, uomo di colore, dimora con la moglie Helena e i due figlioletti poco prima della discarica, è occupato da otto anni in una casa di bianchi americani e ogni giorno passa davanti alla casa di Mayella per recarsi al lavoro.
La ragazza notandolo passare lo attira con la scusa di dovere svolgere mansioni inadatte ad una donna. Tom, generoso e servizievole, non nega il suo aiuto a Mayella. 
Gli Ewell lo trascinano in tribunale dove viene condannato ancor prima della sentenza.
La storia racchiusa tra queste pagine è un affresco dell'America degli anni trenta messa in ginocchio dalla grande depressione, un periodo di crisi economica estenuante, ma anche un momento in cui il colore della pelle era l'etichetta distintiva dell'essere umano, la mescolanza razziale era reato, la segregazione infettava ogni cosa e l'accettazione della diversità non era concepita nella quotidianità.
La comunità di Maycomb pettegola e sputasentenze, aspetta impaziente il giorno del processo, dà giudizi avventati basati su leggi discriminatorie.
Mentre tutto scorre, passeggiando per la strada del quartiere residenziale, mi imbatto nella casa dei Finch, attratta da un'inaspettata voce fuori dal coro.
A Scout Finch, l'eroina coi calzoni che a detta della zia Alexandra è un'insulto alla femminilità, è affidato il compito di raccontare la storia di un'ingiustizia dall'alto dei suoi nove anni, con la genuinità e l'ingenuità di un cuore puro non ancora inquinato dal pregiudizio.
I giochi con il fratello maggiore Jam e l'amico Dill, le lezioni noiose a scuola, le incursioni in casa Radley e i tentativi per stanare Boo rinchiuso dal padre molti anni addietro, le chiacchiere con Miss Maudie, i suoi fiori colorati e le torte squisite, gli insulti della signora Lafayette, le sciocchezze della Signora Crowford e i rimproveri di Calpurnia, la governante di colore a servizio dai Finch dalla morte della padrona di casa, non distraggono Scout dal suo dovere di voce narrante, che pulita e schietta arriva senza indugi a quello che per me è il cuore pulsante della storia: Atticus Finch.
Atticus Finch è un uomo dall'animo nobile, un avvocato saggio e intelligente, un padre premuroso e affettuoso, di quelli che alla sera dopo il lavoro accoglie la figlia piccola sulle ginocchia e il figlio più grande rannicchiato al suo fianco e legge con loro il giornale, gli racconta la giustizia, che crede nell'uguaglianza sopra ogni cosa e la trasmette ai suoi figli, due frutti ancora acerbi che grazie ai suoi insegnamenti matureranno polposi.
Atticus è un uomo che vive secondo la legge dei giusti, non ha paura di far parte di una minoranza, coraggioso prende le difese di un uomo senza preoccuparsi delle conseguenze che il colore della pelle procureranno a lui e ai suoi cari, anzi, ne approfitta per inculcare loro la grandezza d'animo.
Per il mio inguaribile senso di giustizia ho amato visceralmente Atticus, così corretto e razionale anche nei confronti di chi è in errore: ci insegna a valutare ogni situazione mettendosi sempre nei panni della controparte, un atteggiamento di una magnificenza irraggiungibile.
L'abilità dell'autrice è quella di aver trattato un tema così importante come il razzismo senza cadere nella retorica, concedendo alla storia la possibilità di svilupparsi in entrambi i sensi, senza giudicare il giusto o l'ingiusto, ma lasciando tanto ai personaggi quanto al lettore ampio respiro nel crearsi un'idea propria e riflettere senza condizionamenti su una tematica ancora oggi attuale a distanza di quasi un secolo.
Questo gioello di Harper Lee, è stato una rivelazione, un libro che ho sempre snobbato senza rendermi conto di cosa stavo perdendo; una penna sobria, obiettiva quella dell'autrice, non proprio scorrevole ad una prima lettura, tanti gli spunti di riflessione che obbligano a scalare di una marcia senza privare il lettore del piacere di rileggere tanti passaggi e soffermarsi su diverse scene, immaginando tutto con gli occhi di Scout e Jam.
L'opera si è aggiudicata il premio Pulitzer nel 1960, vanta una famosa trasposizione cinematografica in bianco e nero e un seguito, "Va', metti una sentinella" edito da Feltrinelli;  è un libro di grande valore, che ogni lettore dovrebbe custodire nel suo bagaglio di esperienze letterarie, un libro che si presta alla discussione, adatto tanto agli adulti quanto ai ragazzi.

Ringrazio il Club "Qualcuno con cui leggere" per aver condiviso questo piccolo grande capolavoro e per la bellissima discussione che ne è scaturita.






4 commenti:

  1. Cuore, quanti bei libri a volte snobbiamo! Ricordo che quando voltai l'ultima pagina di questo romanzo pensai subito che sarebbe stato uno di quei libri da leggere a scuola. Come scrivi tu non è una scrittura molto scorrevole, si fa fatica ad andare avanti in certi punti ma ne vale la pena. Scout è impertinente al punto giusto e Atticus è un uomo da stimare. Brava!

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  2. Mi hai fatto venire voglia di rileggerlo e poi di farlo conoscere anche ai miei figli!
    Lea

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  3. Questo libro, scoperto purtroppo molto tardi (due anni fa), mi ha cambiato un po' la vita. Mi ha regalato una nuova sensibilità, e resterà per sempre uno dei miei "capisaldi". Indimenticabile.
    Grazie per avermelo fatto rivivere un pochino...
    Paola

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  4. Cuore leggendo la tua recensione ho rivissuto molte scene del libro. Letto un po' di tempo fa ma ancora vivo nel mio cuore, un libro che è una piccola perla da custodire e magari anche da rileggere!

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