venerdì 9 dicembre 2016

A Spasso Tra...Le Pagine! #4 Nemesi di Philip Roth *Einaudi*

Buongiorno lettori, eccomi per parlare ancora di libri, torno un pò affaticata dal periodo pre - natalizio che sto vivendo con qualche difficoltà e pensieruccio, diciamo che anche alla felicità è concessi qualche attimo di defiance.
Quindi, mentre affronto le prove che la vita mi butta addosso, mi rimbocco le maniche e vi presento un autore che è una grande, grandissima scoperta, Philip Roth e la prima opera grazie alla quale ho cominciato ad amarlo, Nemesi.
Per parlarvi di Nemesi userò una rubrica versatile che sonnecchia da parecchio, nata senza uno scopo preciso, oggi la utilizzerò così, estrapolando delle parti del testo in modo che possiate conoscere la penna dell'autore, per poi lasciarvi il mio pensiero, buona lettura.
Nemesi - Philip Roth
Einaudi - 2011
P. 183 - € 11
Philip Roth è un uomo e uno scrittore dalle mille sfaccettature, ha vinto il Pulitzer nel 1997 con Pastorale Americana, ma sarebbe riduttivo scrivere solo poche righe su di lui, quindi vi lascio il link dove potrete conoscere meglio le sue tantissime opere e avere qualche dettaglio in più sulla sua vita, qui.

Incipit
"Il primo caso di polio quell'estate si verificò agli inizi di giugno, subito dopo il Memorial Day, in un quartiere italiano povero all'altro capo della città rispetto al nostro.
Dall'angolo sudoccidentale di Newark, nella zona ebraica di Weequahic, noi non ne venimmo a conoscenza, e non venimmo a conoscenza nemmeno dei casi successivi, una decina, sparpagliati quasi in tutti i quartieri tranne il nostro".
L'incipit è il benvenuto dell'autore al lettore, il suo modo di presentarsi puntando i riflettori su quello che leggerà, il modo di farsi spazio nella sua mente disegnando il cerchio empatico in cui il lettore potrà trovare il suo posto.
Philip Roth è un autore incisivo che scrive per lasciare il segno e nell'incipit di Nemesi, smaschera il tema del romanzo con decisione, un tema non attuale ma di grande impatto, ci catapulta nei meandri di un periodo storico fondamentale e una malattia tremenda: la poliomelite.


Tema
"...una malattia capace di paralizzare un giovanotto rendendolo permanentemente invalido, deforme o impossibilitato a respirare al di fuori di quel cilindro metallico chiamato polmone d'acciaio - capace anche di portare alla paralisi dei muscoli respiratori alla morte - creava grande inquietudine nei genitori del nostro quartiere, e turbava la tranquillità d'animo dei bambini..."
Nemesi è una lettura difficile da affrontare, ma resa interessante dal modo di raccontare la malattia da parte dell'autore che è stato bravo a romanzare una parte di storia senza privarla della sua importanza, enfatizzando l'epidemia di poliomelite nella Seconda Guerra Mondiale scegliendo come tramite il granitico Bucky Cantor.
Detta anche polio o paralisi infantile, (tale era considerata quando si pensava che infettasse soprattutto i bambini), questa malattia colpiva chiunque con conseguenze atroci, non c'era un vaccino per prevenirla né una cura dopo averla contratta; gli adolescenti erano i primi ad essere colpiti, senza una causa apparente, ma la trasmettevano anche agli adulti, come successe al Presidente in carica Roosvelt.
Oltre alla devastazione fisica, Roth, focalizza l'attenzione del lettore sulla personalità del protagonista, il suo impegno, il suo senso del dovere, il senso di colpa che lo logora e il dubbio sull'esistenza di Dio.

Ambientazione
"A Newark, in basso com'era, le estati erano molto umide, ed essendo la città in parte circondata da vasti acquitrini - gran fonte di malaria ai tempi in cui anche quella era una malattia incontrollabile -, c'erano sciami di zanzare da scacciare e schiacciare quando la sera ce ne stavamo seduti sulle sedie da spiaggia in vicoli e vialetti cercando all'aperto un pò di requie dall'afa dei nostri appartamenti, dove per mitigare il caldo infernale non avevamo altro che docce fredde e acqua ghiacciata."
New Jersey, Contea di Essex, Newark, 1943.
E' il quartiere ebraico di Weequahic a fare da sfondo alla seconda grande epidemia di polio, con la sua afa estenuante, portatrice di zanzare e mosche, ritenute una delle possibili cause, come i gatti e i cani randagi, la poca igiene, le fontane pubbliche, il sovraffaticamento, e lo stare a stretto contatto sudati e sporchi.
E' facile immaginare quanto fosse difficile tenere lontani i bambini e i ragazzi dalle attività estive sotto il sol leone, ciò voleva dire privarli della libertà bramata per un intero anno di scuola, privarli delle attività proposte al campo giochi della scuola a cui partecipavano coloro che non godevano del privilegio di passare una vacanza fuori città.
Il softball li impegnava per ore sull'asfalto rovente del campo giochi, un inning dietro l'altro decretava vincitori e vinti che sudici e accaldati si dissetavano alle fontane e si riposavano sulle panchine uno appiccicato all'altro, spassandosela ingenuamente, incuranti di ciò che tale comportamento poteva provocare: l'insorgere della malattia.

Protagonista
"Su quel corpo compatto troneggiava una testa notevole, una combinazione di tratti sbilenchi e obliqui: zigomi alti e pronunciati, fronte alta, mascella spigolosa e un naso lungo e dritto [...].
Aveva la faccia ferrea, inalterabile, straordinariamente baldanzosa di un giovane uomo ben piantato su cui sin poteva fare affidamento."
Per un periodo durante la sua infanzia l'avevano chiamato Asso per via delle orecchie a punta, finché il nonno materno non l'aveva soprannominato Bucky.
Lo sguardo profondo come un cratere, la voce a tratti stridula che non stonava con il fisico possente dell'insegnante di ginnastica della scuola di Weequahic, Bucky Cantor, l'ottimo atleta penalizzato dalla scarsa vista e dalla bassa statura, scartato all'ufficio di reclutamento, eseguiva il suo lavoro con dedizione, amava i suoi studenti, e nell'estate del 1943, mentre i suoi coetanei erano in guerra, veniva ingaggiato come animatore del campo giochi estivo.
Rimasto senza genitori alla nascita, Bucky è cresciuto con i nonni materni, il nonno gli ha trasmesso gli ideali che da adulto ha scelto di insegnare ai suoi studenti: la dedizione per lo studio, ma anche per lo sport, la determinazione, la sana competizione e la forza che deriva da un corpo sano che concilia mente e fisico. Un personaggio complesso , ma straordinario.

Il mio pensiero
Nemesi è una delle tante frecce scagliate dall'arco di Philip Roth, la prima che ha seguito la traiettoria giusta per fare breccia nella mia testa, perchè lì si è conficcata e lì è rimasta.
Il percorso che intraprende l'autore è perfetto in tutte le sue parti, non ci sono pecche nel suo scritto dal punto di vista stilistico e dal punto di vista dell'impostazione narrativa.
La voce narrante, la cui identità non è immediata, ma viene svelata fugacemente a metà lettura per poi divenire una certezza nell'epilogo amaro, ha l'arduo compito di guidare il lettore attraverso il percorso che Bucky deve affrontare e che gli costerà dolore e sofferenza.
L'anno in cui viene ingaggiato come animatore al campo giochi della scuola è l'anno della polio a Newark, l'estate in cui la malattia comincia a prendersi i suoi ragazzi.
Lui né è certo, è stato attento a seguire le regole per evitare l'insorgere della polio...ma forse non abbastanza.
Giorno dopo giorno si reca al campo, determinato a sostenere gli studenti che ancora non hanno avuto il divieto dei genitori spaventati a frequentare il gruppo, ragazzi che diventano sempre meno, si ammalano, in alcuni casi muoiono; in lui si insinua il senso di colpa che lo spezza e la paura che lo costringe a gettare la spugna e ad accettare un impiego come animatore a Indian Hill, un campo estivo situato sulle Pocono Mountains, lontano dall'afa e da tutto ciò che può scatenare la malattia.
Qui, non solo riabbraccia la sua amata Marcia, ma gode di un ambiente perfetto per gli sport, adolescenti forti e in salute, trova appagamento nell'insegnare la disciplina del nuoto e dei tuffi, in cui eccelle.
Ma anche in questo luogo distante dal resto del mondo, dove si conduce un'esistenza quasi ultraterrena, lontano dalla guerra e dal pericolo della malattia, dove risate e felicità imperversano e la natura la fa da padrona, i colori accesi di un'estate perfetta iniziano a sbiadire e cedono il passo ad una grigia e triste realtà.
Sarà questo il momento in cui Bucky Cantor metterà in discussione sé stesso, le sue scelte, il suo futuro, colpevolizzandosi eccessivamente e portando il peso del mondo sulle spalle come un fardello impossibile da scrollarsi di dosso, annientato da una netta presa di posizione nei confronti di Dio, della sua assenza come artefice di tanta ingiustizia.
Il romanzo è diviso in tre atti che dettano i tempi della narrazione in cui il lettore si sente a suo agio, colpito dalle parole dell'autore, incisive, feroci e toccanti e con queste stesse parole, Roth ha creato un personaggio complesso, difficilmente comprensibile, eccessivo per certi versi, ne esplora la mente, il cuore, il corpo e ne proietta un'immagine nuova impossibile da respingere, ma facile da accettare e capire, un personaggio che stimo e in cui a tratti mi rispecchio.
Ciò che ho apprezzato maggiormente di questo autore e che mi spinge a consigliarlo, è l'abilità di miscelare avvenimenti storici importanti ad un'analisi accurata della mente umana senza mai essere pesante, impiantando definitivamente le sue parole "nel lettore".
Nemesi è senza dubbio un libro che va letto a mente libera, senza impedimenti, è un libro che fa riflettere e Roth un autore pretenzioso, che svuota e arricchisce, che va digerito e più i giorni passano dalla fine della lettura, più l'amore nei suoi confronti cresce.
Consigliato a chi desidera una lettura impegnata.
Grazie alla mia Lettrice Impertinente e Amica Ida, per il consiglio.
















4 commenti:

  1. Buongiorno Cuore e buon ponte! Spero proprio che questo Natale ci dia un attimo di respiro e un po' di sana allegra follia perché di pesi nella vita ne abbiamo già tanti e cominciamo ad averne le tasche piene, che dici? ^^
    Ma veniamo a Roth, intanto complimenti mi piace moltissimo il modo in cui hai sviscerato il tema del libro ^^ Questa rubrica è davvero molto interessante!
    Sai di questo autore ho sempre voluto leggere Il grande romanzo americano letto anche questo attraverso lo sport!
    Ammetto però di essermi sempre lasciata un po' spaventare da Roth e non ho mai avuto il coraggio di affrontarlo ^^
    Leggere i passi di Nemesi è stato illuminante e credo proprio che lo inserirà tra le letture del nuovo anno.
    Al momento mi sto dedicando al Natale con letture un po' frivole e leggere anche se c'è stata qualche grossa delusione ^^


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  2. Mi sembra un libro molto interessante e ne terrò conto perché prima o poi devo leggere qualcosa di questo grande autore.
    Un saluto da Lea

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  3. Ho terminato qualche settimana fa la lettura di Pastorale Americana, che ho amato. Voglio conoscere di più e meglio la letteratura americana di cui Roth è uno dei massimi autori. Grazie per la segnalazione. Partirò sicuramente da questo suo romanzo. :)

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  4. Io sono approdata da pochissimo a Philip Roth, sto leggendo ora "Il lamento di Portnoy" e mi sta piacendo molto. Ho acquistato anche la scorsa settimana Pastorale Americana (è uscito da poco il film con Ewan McGregor, ma prima voglio leggere il libro). Metto in lista anche Nemesi

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